«L'utilizzo del supporto tecnologico - continua Visentin - offre diversi vantaggi. Innanzi tutto quello, molto utile nel contesto odierno, di accorciare il tempo che va dall'idea alla realizzazione del prototipo, ma anche di risparmiare risorse. Pensiamo ad esempio al caso in cui un'azienda deve presentare a un cliente modelli diversi che poi quest'ultimo dovrà scegliere. Realizzare più prototipi potrebbe essere costoso: in questo modo invece si ha l'opportunità di visualizzare le proposte diverse senza dover sprecare soldi e materie prime». Quella intrapresa da Visentin è una strada che coniuga la tradizione ereditata dalla famiglia al processo che fa la differenza, l'innovazione: «Dentro di me resta tutto ciò che ho imparato dai miei genitori oltre alle competenze in materia di gemmologia e naturalmente la creatività. Il computer mi permette di ottimizzare tutto questo. Certo - precisa - senza una base, un senso artistico e delle competenze trasversali non si potrebbe realizzare».
Accanto al supporto informatico l'orafo gallaratese ha avviato una continua ricerca sui materiali utilizzati: «Lavorando anche per la moda mi sono spinto a cercare materie prime sempre nuove come resine e alluminio e a cercare di abbinarle a colori di tendenza. Il risultato è stato un innalzamento del livello qualitativo».
La condivisione è l'altro aspetto interessante dell'attività di Visentin. Da alcuni anni ho avviato dei corsi per spiegare come l'utilizzo di questo software può aiutare a risolvere i problemi concreti delle aziende artigiane, non solo del settore orafo. E la risposta è stata molto positiva. Penso che in questo momento, per affrontare la crisi e i cambiamenti in atto, sia necessario mettere in comune i saperi. Per questo ho deciso di fare anche formazione. Grazie a internet e al passaparola sono stato contattato da molti designer di tutta Italia. Fare rete, significa uscire dalla logica che ognuno è autonomo e può fare da solo. Nel concreto vuol dire creare dei punti di contatto tra la storia, il saper fare e l'eccellenza».
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13/10/2009 Maria Carla Cebrellimariacarla@varesenews.it
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