Bambini terribili crescono 1 e 2


La Società Italiana di Pediatria scende in campo per deprecare il messaggio pubblicitario di un’azienda produttrice di telefonini. Lo spot mostra un bambino che “ne combina di tutti i colori”, dal buttare un mazzo di chiavi nel gabinetto al mettere il telecomando nell’inchiostro fino ad imbrattare i muri di casa. E i genitori? Nulla, né un rimprovero né un richiamo alle regole. Solo un sorriso comprensivo.
“Lo spot appare come un messaggio a sostegno dell’ incapacità dei genitori di dare delle regole certe ai propri figli, di insegnare ciò si fa e ciò che non si fa sin dalla piu’ tenera età” afferma la SIP ed e’ un esempio negativo per i bambini che vedono tollerati, e quasi apprezzati, comportamenti che dovrebbero essere censurati. L’educazione e’ apprendimento delle regole, che avviene in primo luogo in famiglia, e dalle quali il bambino riceve la sua individualità sociale”.
Bambini terribili crescono 2
Letto nella sala d’attesa del reparto vaccinazioni della città di Varese.
“Si pregano i signori genitori di evitare che i propri figli stacchino le tende della sala d’attesa”.
Due domande:
– Ma quanto si devono tirare, e quanto a lungo, le tende di una sala pubblica, per riuscire a staccarle?
– Ma le mamme, i papà, le nonne che accompagnano le piccole pesti, che fanno mentre i loro figli/nipoti sono intenti all’opera?

Pubblicato in Dal mondo dell'infanzia, Scuola/Educazione | Contrassegnato , , , | Lascia un commento

Un manifesto a favore dell’infanzia

Una città a misura di bambino? Un bello slogan, che piace ai politici ma…tra il dire e il fare, lo sappiamo, un piccolo gap c’è sempre. E la Giunta di Milano ha pensato a come trasformare delle belle parole in un impegno concreto.
Nasce a Palazzo Marino una Consulta costituita da esperti di educazione, non solo docenti universitari degli Atenei lombardi, ma anche operatori che lavorano sul campo: medici, psicologi, volontari, e “anime” della città come don Virginio Colmegna. Una Consulta senza compensi (già questo è un segnale fortissimo!) che si pone l’obiettivo di costruire un progetto condiviso sulla città per i bambini. Metterà a punto nuove idee sull’educare OGGI e QUI. Allora, speriamo, niente dietrologie o rimpianti per il nostro passato di bambini che correvano nei prati e giocavano a nascondersi. Invece una riflessione sull’essere bambini oggi in una grande città, avendo a disposizione dei servizi adeguati ed efficienti e tante opportunità per socializzare e crescere fiduciosi nel futuro..
“Maggio 2012” è il nome della Consulta, che si auto denomina così perché pone come data ultima per le linee guida il prossimo maggio.
A noi l’idea piace. Si può esportarla? Magari anche a Varese? Chiediamo troppo?
Proviamo, gente disponibile a lavorare GRATIS ne conosciamo. Si tratta di riconoscerla e di invitarla ad aggregarsi…

Pubblicato in Dal mondo dell'infanzia, Leggi a favore dell'infanzia, Uomini (e donne) che amano i bambini | Contrassegnato , , , | 1 commento

Concerto dell’Orchestrina del Suonatore Jones a favore dei bambini orfani della Birmania, venerdì 30 settembre ore 20.30 a Daverio.


Concerto dell’Orchestrina del Suonatore Jones, venerdì sera a Daverio, alle ore 20.30, alla nuova Palazzina della Cultura.Il gruppo suonerà a favore dei bambini birmani; l’ingresso è a offerta libera.
Organizza il Comune di Daverio con l’Associazione Infanzia Oggi ONLUS, con sede a Varese. L’iniziativa è in continuità con l’annuale attività di raccolta di fondi a favore degli interventi di Father Bruno, un sacerdote cattolico che opera a favore di bambini birmani. Nelle finalità dell’associazione rientrano appunto il supporto e la condivisione delle diverse tematiche legate all’infanzia.
Obiettivo dell’Associazione è la raccolta di 5000 Euro da destinare alla costruzione di ulteriori unità di servizi igienici, oltre a quelli già realizzati con le precedenti donazioni: 4 docce con relativi Wc per maschi e per femmine. I campi dove sono accolti i bambini, ormai in numero di sei, scarseggiano sia di strutture igieniche sia di cibo.
Il sacerdote cattolico di nazionalità birmana (etnia Karen), a capo della parrocchia di Myeik (sud della Birmania), da piu’ di 20 anni dà ospitalità, cibo ed educazione a circa 600 bambini di diversa età orfani, o provenienti da famiglie non in grado di provvedere al loro sostentamento. A causa delle situazioni di guerriglia e di repressione o di lavoro forzato, infatti, molti minori sono stati abbandonati o vivono di stenti. Nel sud del paese sono attivi sei centri, (Tailang Su, Kwa-Lin, Mazaw, War Chaung, Botaung, Pyegymandain), tutti nella provincia di Myeik. Le strutture di accoglienza consentono un’ospitalità dignitosa seppur minimale (camerate senza letti, servizi sanitari limitati).L’alimentazione è principalmente costituita da riso e vegetali (somministrati 3 volte al giorno).I bambini frequentano scuole governative a pagamento, il materiale scolastico è a carico della Missione così come l’assistenza sanitaria, necessaria anche a causa della malaria epidemica.
Il costo stimato per bambino su base annuale è di circa 250 Euro.
Father Bruno è riuscito a stabilire e a mantenere una situazione di equilibrio con il governatore locale ottenendo che le strutture da lui fondate possano continuare a funzionare senza limitazioni seppure senza aiuti. Il governatore della zona ha concesso un’area all’interno della giungla dove gli operatori stanno realizzando il progetto di una piantagione di caucciù. Nell’arco di 3 anni le piante dovrebbero cominciare a produrre e dare lavoro ad alcuni ragazzi, ospiti della comunità, che ora hanno terminato il ciclo scolastico.
Father Bruno è assistito nella sua opera da diversi sacerdoti, suore e volontari locali.
L’azione di supporto di alcuni sostenitori, a Varese e provincia, ha potuto offrire aiuti che finora sono stati finalizzati al finanziamento del fabbisogno alimentare.
Nel Novembre 2009, durante un viaggio in Birmania, gli amici varesini di Father Bruno hanno verificato personalmente le attività presenti in 3 dei 6 orfanotrofi (per ragioni logistiche non è stato possibile visitare i 3 rimanenti) ricavandone un’impressione positiva.

Pubblicato in Dal mondo dell'infanzia, Leggi a favore dell'infanzia, Uomini (e donne) che amano i bambini | Lascia un commento

Notizie dalle scuole di oltreoceano

Una scuola media della Virginia, USA, ha vietato la lettura del libro “Uno studio in rosso”, primo romanzo di Arthur Conan Doyle, il padre di Sherlock Holmes, poiché in esso si presenterebbero i Mormoni con eccessiva criticità. Il direttore della scuola si è fatto vidimare la proposta di censura dal consiglio distrettuale della Contea di Albemarle.
Tutto a posto, allora? Sul piano formale, certo. Ma su quello della libertà di pensiero? Qualcuno suggerisce di far sapere al preside, Mr Matt Haas, che a Brodway è in cartellone uno spettacolo sui Mormoni; perché non prova “anche” a far ritirare dalle scene “The Book of Mormons”, allora?
Ma ecco la spiegazione che ci illumina sul brutto vezzo, che non è solo italiano allora, di far pagare alla cultura lo scotto della politica. I Mormoni puntano alla Casa Bianca con il loro candidato in ascesa, Mitt Romney.
Della serie: non disturbiamo il manovratore? Ma i ragazzi a scuola che cosa c’entrano?

Pubblicato in Leggi a favore dell'infanzia | Lascia un commento

Si va a ricominciare… ma sarà un buon anno scolastico?


Purtroppo molti di noi nutrono il timore che il nuovo anno scolastico sarà poco felice. I tagli al personale degli ultimi anni e le difficoltà finanziarie degli istituti garantiscono a malapena la necessaria regolarità nella gestione delle scuole. Figuriamoci parlare di innovazione, riforme, formazione, qualità!
Investimenti? Dove? Quando? Ma come si fa a parlare di rinnovamento della scuola e di innalzamento dei livelli di formazione degli studenti con le scuole sempre più povere di mezzi e di risorse sia umane sia materiali?
Noi cominciamo a scrivere le prime righe di un elenco dei (tanti) sospesi:
• Presidi a metà: è aumentato il numero delle scuole date in reggenza. Queste avranno, a livello nazionale, un dirigente “dimezzato”, costretto a dividersi tra la scuola di titolarità e la scuola assegnata in reggenza. Questo dato è preoccupante in regioni come la Lombardia, dove più di un terzo delle scuole, il 65%, è senza dirigente dal 1° settembre.
• Processi di riordino e riforma: è il momento di completare il riordino del primo biennio; di attivare, nelle aree Tecnica e Professionale, l’insegnamento di Scienze e Tecnologie applicate. Ma, senza le condizioni strutturali necessarie, come ad esempio la formazione dei docenti, chi si occuperà del rinnovamento della didattica?
• I nuovi programmi di studio: le Linee Guida per il secondo biennio degli Istituti Tecnici e Professionali “sarebbero” in fase di avanzata elaborazione. E gli insegnanti attendono indicazioni
• La certificazione delle competenze, realizzata nelle superiori per la prima volta lo scorso anno scolastico, ha visto molte scuole impreparate
• La valutazione del personale, su cui lo scorso anno si è sviluppato un ampio dibattito, a chi sarà affidata e con quali strumenti?
• ……
E i precari lasciati fuori dalla porta? E il personale ausiliario ridotto di unità?
Avremo scuole meno pulite, aule più affollate, i soliti caroselli di insegnanti, con anziani che se ne vanno, in teoria per lasciare il proprio posto ai più giovani, in pratica per restituirlo al buco nero dei tagli.
E così, anche per quest’anno, niente aria nuova, idee giovani, entusiasmo dei neofiti..i professori under quaranta (i TQ!), ancora in sala d’attesa!
Però, ciò detto, facciamo anche un’altra riflessione: non ci farà bene cominciare un anno scolastico con uno stato d’animo così depresso. Lo sappiamo che non basta limitarsi ad inveire contro la politica e contro il Ministero (anche se, nell’attuale situazione, la tentazione sarebbe giustificata). A politiche inadeguate per la società odierna, e punitive verso la classe docente, non si può rispondere con la fuga dalle responsabilità specifiche- di singoli e di categoria – legate al proprio ruolo e alla propria etica professionale.
L’augurio di buon anno scolastico quest’anno contiene l’invito agli insegnanti per un maggiore, e diverso, protagonismo nei gruppi di riferimento, sindacale, politico, professionale, culturale; nelle scuole e nella società civile. Perché la scuola continui – nonostante tutto – a operare a servizio dei bambini e dei ragazzi.

Pubblicato in Scuola/Educazione, Uomini (e donne) che amano i bambini | Contrassegnato , , | Lascia un commento

Un augurio di buona vacanza a chi si occupa di educazione

…con le parole di Don Andrea Gallo, che giovedì scorso, a Cadegliano Viconago, nell’ambito del Festival della Piccola Spoleto, ha presentato il suo libro dal titolo “Io non taccio!”
Durante la conversazione, davanti ad un pubblico numeroso (nonostante i violenti temporali che si sono abbattuti sul Varesotto), Don Gallo si è a avvicinato a due fratellini che sedevano in prima fila accanto ai genitori; poi si è rivolto ai presenti e ci ha chiesto se avevamo un’idea del tipo di mondo che ci apprestiamo a consegnare a loro, proprio ai due, i bambini che lo ascoltavano incantati dal suo eloquio, dalla sua simpatia, dalla sua comunicatività.
Nel trattare i temi che gli sono cari, la povertà, l’emarginazione, la fratellanza, la comune appartenenza al genere umano, ha richiamato la paura che il mondo stia precipitando non si sa dove. Ma non ha lasciato che il pessimismo universale fosse la cifra del suo incontro.
Ha tentato una risposta richiamandoci l’esperienza di un suo amico tossicodipendente, Claudio, morto giovane e solo. Claudio, nonostante le tante dolorose esperienze della vita, non aveva perso la speranza negli uomini. Nella tasca della giacca hanno trovato un foglio spiegazzato con una poesia. Don Gallo ce l’ha raccontata, sintetizzandola, come facciamo anche noi..
“Mi hanno detto che
da una pianta secca può nascere un fiore…
E io ci credo!
Mi hanno detto che…
….E io ci credo!
Mi hanno detto che
il mondo sta morendo per mancanza d’amore…
E io non ci credo!
Noi ve la offriamo come augurio di fine anno scolastico. Certi che durante il riposo estivo si rafforzerà, in ognuno di noi che si occupa di educazione, la certezza di un futuro migliore.

Pubblicato in Adolescenza e dintorni, Uomini (e donne) che amano i bambini | Contrassegnato , | Lascia un commento

Scuola, c’era una volta


..una scuola che faceva fatica a valutare in modo oggettivo e a cui la parola valutazione suscitava pensieri del tipo: Chi valuta chi? Chi valuta i valutatori? Con qualche timore di troppo perché gli elementi di comparazione a livello nazionale ed europeo sono necessari….però..
però che un Istituto di valutazione nazionale sbagli così grossolanamente le griglie per la valutazione, sembra davvero troppo! Sì, proprio l’INVALSI! Che ha inviato alle scuole le griglie sbagliate per la correzione della prova per la terza media. Gli insegnanti sono sul piede di guerra, visto che le prove di ieri dovevano essere valutate in tempo utile per iniziare gli orali.
In molte scuole si è fatto notte, ieri, tra somministrazione delle prove e correzione dei test. E stamattina la brutta sorpresa: tutto da rifare, cioè da ricorreggere!
Meno male che poco qualificati sono gli insegnanti, che poco acculturati sono i ragazzi.
Il problema, si difende l’Invalsi, riguarda “solo” il punteggio di alcune prove di italiano e due risposte di matematica. Qualcuno dirà: tutto qui? Un semplice riconteggio?
Sì, un semplice ricalcolo, che sarà mai… però che a sbagliare sia l’agenzia per la valutazione degli studenti è un po’ grave. Sia nella sostanza sia nella forma…
Chi ha sbagliato? Tutti? Nessuno? Qualcuno?
Che peccato vivere in un Paese dove si possono fare errori così plateali proprio mentre si valutano ragazzini di quattordici anni chi gli errori possono farli sì, ma mentre rispondono alle domande del test, in un tempo predeterminato. I valutatori invece di tempo per predisporre il lavoro ne hanno avuto! Un anno intero…

Pubblicato in Leggi a favore dell'infanzia, Scuola/Educazione | 1 commento

La scuola che verrà (l’anno prossimo?)

Si è concluso un anno di scuola che non ha apportato troppa felicità, né ai ragazzi né agli insegnanti. Tra tagli ormai irreversibili, presidi che vengono richiamati perché hanno “elemosinato” fotocopie e carta igienica presso le famiglie, insegnanti precari non riassunti, classi pletoriche e così lamentando, non c’è stata molta occasione per gioire.
E’ stato l’anno dei decaloghi, ricordate? Allora provo a salutare la scuola, che va a riposarsi un po’ delle sue tante fatiche, e che mi auguro di ritrovare a settembre più viva, con un decalogo.
La scuola che vorrei….è
1 Laica, gratuita, libera, solidale
2 Proiettata verso il futuro, ma con uno sguardo al passato
3 Luogo in cui si vive bene insieme una parte di vita vera
4 Istituzione che insegna a diventare adulti responsabili, cooperativi e aperti
5 Che accoglie, prepara, sostiene, guida, accompagna all’età adulta
6 Luogo che valuta l’apprendimento, ma tiene conto anche delle emozioni
7 Casa dei docenti preparati e competenti anche in psicologia dell’età evolutiva
8 Luogo della conoscenza basata sul metodo della ricerca e orientata al pensiero critico
9 Risorsa per la società e serbatoio vivo e attivo di nuove generazioni
10 Oggetto di cura e attenzione da parte dello Stato e di rispetto da parte della società.

Pubblicato in Scuola/Educazione | Lascia un commento

Una risposta temuta ma purtroppo confermata: il sito studenti.it afferma che l’Italia non è un paese per giovani

L’Italia “non e’ un paese per giovani”? Purtroppo sì.
La notizia ci addolora, sinceramente. Ma prenderne atto potrebbe spingerci a fare qualcosa.
Un’indagine condotta dal sito studenti.it in occasione della Festa della Repubblica del 2 giugno ha dato un risultato non consolante. Ma in qualche modo ce lo aspettavamo. I responsabili del sito hanno chiesto ai loro utenti come valutano il paese in cui vivono e se ritengono che questo riservi loro delle opportunità per il futuro.
Alla domanda “l’Italia e’ un paese per giovani?” solo il 2% ha risposto affermativamente, sostenendo che si vive bene e che ci sono opportunità.
Il 26% invece, “pur riconoscendo che in Italia si vive bene, dichiara che il nostro paese non offre opportunità ai giovani.
Infine, per il 28% la situazione e’ negativa da entrambi i punti di vista, ovvero sia per la qualità della vita sia per le opportunità.
Decisamente negativo il restante 42% dei partecipanti al sondaggio: si definiscono ‘delusi’ e dichiarano di voler andare all’estero.
All’indagine hanno partecipato in 880. Un campione piccolo ma variegato considerato che il sito è frequentato da giovani delle scuole superiori e delle università dell’intero paese.

Pubblicato in Scuola/Educazione, Uomini (e donne) che odiano i bambini | Contrassegnato , , | Lascia un commento

“ C’era una volta il Risorgimento”…

…che oggi è stato spiegato in versi ai più piccoli!
Due classi di bambini di dieci anni della scuola Pascoli di Varese hanno incontrato, stamattina, un’autrice di libri per l’infanzia, Agata Reitano Barbagallo. La brillante professoressa di lettere, che ha lasciato la scuola per dedicarsi alla scrittura, vive ai piedi dell’Etna, come ha raccontato ai bambini, e adora la sua Sicilia, conquistata all’Italia da Garibaldi e dai suoi Mille.
E’ arrivata alla Libreria Feltrinelli di Varese, presentata dalla pedagogista Margherita Giromini. Nel suo tour di presentazione del libro ha visitato molti luoghi, passando per Torino e per altre città risorgimentali.
Non poteva “saltare” Varese, la prima città italiana ad esporre il tricolore, nel lontano 26 maggio 1859. La signora Agata, così l’hanno chiamata i bambini, non sapeva della Battaglia di Biumo né della palla di cannone infissa nel muro dell’Oratorio di Biumo. Cosa che sapeva invece il piccolo Riccardo, presente con i suoi compagni e le sue maestre.
Però i presenti non sapevano che Salemi, in Sicilia, è stata capitale d’Italia per un giorno!
Così tra letture di filastrocche su personaggi famosi e meno famosi del nostro Risorgimento, si è creato un feeling tra l’autrice e gli alunni varesini; attenti, allegri, informati sul 150° della nostra nazione (nonostante i tagli al programma di storia operati dalle recenti riforme). Hanno saputo spiegare il significato della festa del 17 marzo, rispondere a domande difficili come “Che cosa vuol dire Risorgimento?”, leggere la storia di Cavour in versi (sapevate che produceva asparagi?), cantare tutti insieme “Garibaldi fu ferito”.
Sì, qualcuno storcerà il naso, la storia è un’altra cosa…ma anche l’insegnamento ai più piccoli è un’altra cosa. Significa trovare le parole giuste per aprire la mente dei più giovani alle vicende del nostro passato, suscitare un interesse, provocare una curiosità. Questi sono i bambini che avranno 60 anni nel 2061 e a loro toccherà mantenere viva la memoria del nostro passato.
“C’era una volta… il Risorgimento. La storia in versi raccontata ai bambini” di Agata Barbagallo Reitano. Edizioni Effatà, Torino, 2011.

Pubblicato in Leggi a favore dell'infanzia | Lascia un commento