25 aprile, riflessioni di un pittore

La Costituzione Italiana è giovane, siamo quasi coetanei, solo qualche mese di differenza, ma lei è stata parecchio maltrattata, e adesso il suo stato di salute è realmente preoccupante.
E’ stata una delle più belle Costituzioni del mondo in fatto di diritti, di rispetto degli altri e della natura….e soprattutto del LAVORO. Lo stesso emblema della Repubblica Italiana riporta una ruota dentata d’acciaio, che è il simbolo del lavoro e riflette il bellissimo Articolo 1 della Costituzione: ” L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro….”

E non poteva essere altrimenti, in un paese come il nostro, dove il lavoro fatto con le mani ha caratterizzato i prodotti italiani di altissima qualità nel mondo….. Immanuel Kant giustamente osservava che “LE MANI SONO LE FINESTRE DELLA MENTE”…….

Michilini, TUTTO IL POTERE AL POPOLO, 1973, acquaforte, cm.16x12

La Costituzione Italiana è nata da immensi sacrifici e sofferenze e, come scrisse Piero Calamandrei: « Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i Partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione. »

E’ una Costituzione nata dalla Resistenza contro il Nazismo e il Fascismo che negarono non solo le libertà dell’individuo, ma anche la intelligenza umana e la sua dignità come essere sociale.

Dal giorno stesso in cui entrò in vigore, il 1º gennaio 1948, i soliti voraci e insaziabili amanti del denaro e del potere hanno iniziato a maltrattarla e a interpretarla opportunisticamente e a voler modificarla, ed è stato durissimo riuscire a mantenere il suo senso vivo e umano come LEGGE FONDAMENTALE DELLO STATO nel corso degli anni.

Le battaglie sono state colossali, come i sacrifici e le rinunce, e moltissimi sono stati i caduti per la sua difesa . E ciononostante bisogna dire che erano in tanti coloro che lottavano per difendere i Diritti, e i nemici della Costituzione non erano poi così organizzati e strutturati come oggi, e così estranei alla nostra cultura e alla nostra storia.

Per la difesa della Costituzione Italiana tantissimi hanno rinunciato a molte cose materiali, ma sicuramente ne hanno guadagnato altrettante o forse di più in cose spirituali, e la battaglia continua e continuerà per sempre, appunto perchè l’uomo è un essere sociale e ha bisogno di cose del cuore e della mente e non solo di riempirsi di cose inutili e di merci da consumare….. e perchè una Costituzione così l’Italia non ce l’avrà mai più.

E’ una Costituzione dove al centro c’è l’essere umano, con i suoi bisogni e necessità reali. Pero’ oggi la tendenza è di trasformare l’uomo in una COSA, in una MERCE da usare e buttare, come tutti i prodotti della natura e il nostro stesso pianeta. E la tendenza è anche quella di continuare le guerre nel quadro della “Full-spectrum dominance” fino alla dominazione del mondo da parte di quattro energumeni alienati e non eletti da nessuno.
E’ ovvio che in questo quadro la COSTITUZIONE ITALIANA significa ancora oggi RESISTENZA a questi piani criminali.

Michilini, INQUINAMENTO A SESTO S. GIOVANNI, 1977, tecnica mista, cm.50x35

Se rileggiamo attentamente, uno per uno gli articoli della nostra Costituzione, è abbastanza facile constatare che viviamo in una Italia dove ormai è quasi tutto incostituzionale, dal Governo all’Esercito alle situazioni sui Diritti Umani, sulle risorse naturali, sul Patrimonio Artistico-Culturale e sul LAVORO.

Se non troviamo il sistema di rimettere da OGGI di nuovo al centro della convivenza sociale italiana la COSTITUZIONE ITALIANA, indipendentemente dalle “alleanze” economico-finanziarie-militari europee o atlantiche (quasi tutte assurde e ormai obsolete), sarà poi difficile fermare gli eventi inevitabilmente catastrofici che stanno davanti a noi…per tornare indietro.

Una volta si era in tanti, bisognerebbe che si fosse in tanti oggi e sempre perchè, come dicono in America Latina: DIRITTO CHE NON SI DIFENDE E’ DIRITTO CHE SI PERDE (“Derecho que no se defiende es derecho que se pierde”).

Michilini, LA ZATTERA DELLA MEDUSA ITALIANA ,1981, olio su tela,cm91x116

Un pensiero su “25 aprile, riflessioni di un pittore

  1. Non serve alcun commento: condivido tutto quello che ha scritto!
    Giovanni Dotti VARESE

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