Colore e colori nella Pittura: Philip Ball

Il bellissimo saggio di Philip Ball “COLORE – UNA BIOGRAFIA, tra arte, storia e chimica, la bellezza e i misteri del mondo del colore” (Editore Rizzoli Bur Saggi) è un’opera estremamente opportuna nella situazione di grande confusione e crisi che attualmente sta vivendo l’Arte in generale e la Pittura in particolare…è un tentativo di costruire la Storia del Colore con “UNA” sua Biografia possibile…..cosa che tra l’altro dimostra come, ben lungi dall’essere “obsoleta” o “morta” , la Pittura di Colore sta ancora nella preistoria.

Nel primo capitolo “L’OCCHIO OSSERVATORE, Lo scienziato nell’atelier dell’artista” si cita spesso Plinio, il quale “afferma che nella Grecia classica si usavano solo quattro colori: bianco, nero, rosso e giallo; questa tavolozza nobile e limitata è secondo lui la scelta più adatta per tutti i pittori seri”. Per questo motivo Philip Ball attribuisce a Plinio una sorta di paura o xenofobia per i “colori accesi”…e cerca di capire e argomentare linguisticamente, chimicamente e storicamente su questa affermazione che, fraintesa, porta anche vari studiosi ad affermare addirittura che i Greci avessero una “scarsa sensibilità verso il colore”…..probabilmente fraintendendo anche Aristotele che diceva “Perfino i colori più belli, sparsi a casaccio, non riescono a dilettare l’occhio quanto una semplice figura disegnata su uno sfondo bianco”.

Sergio Michilini,OCRA GIALLA,ROSSO POZZUOLI, NERO, BIANCO, studio di colori,1980, cm.34×49

In realtà Philip Ball pur avendo fatto una ricerca estremamente rigorosa e seria su questo argomento, non ha verosimilmente capito che il PROBLEMA PITTORICO FONDAMENTALE, quello del COLORE, non sta nella quantità o vivacità della tavolozza o delle tinte a disposizione, e il SENSO PROFONDO di queste due affermazioni di Aristotele e di Plinio è differente.

La prima, quella di Aristotele afferma che la Pittura riesce “a dilettare l’occhio” quando i colori NON SONO SPARSI A CASACCIO. Non si tratta quindi di colori più o meno “belli”,“accesi” o “brillanti”, ma di un ORDINE INTERNO che permetta di “dilettare l’occhio”.

E Plinio, per spiegare meglio il concetto, riduce la tavolozza AL MINIMO INDISPENSABILE PER POTER PARLARE DI COLORE: OCRA GIALLA (giallo), TERRA ROSSA (rosso), BIANCO E NERO.

Come ho cercato di riflettere in un precedente articolo “Con questi quattro colori, si possono ottenere TUTTE le variazioni cromatiche di una PITTURA DI COLORE:
I colori “PRIMARI” sono ROSSO (TERRA ROSSA), BLU ( BIANCO CON UN POCO DI NERO) e GIALLO (OCRA GIALLA)
I colori “SECONDARI”: ARANCIO (TERRA ROSSA CON OCRA), VERDE (OCRA CON BIANCO E NERO), VIOLA (TERRA ROSSA CON BIANCO E NERO).
Pertanto si possono ottenere TUTTI i colori CALDI e FREDDI, SECONDARI E COMPLEMENTARI….”

Sergio Michilini, Prove didattiche di colore per Pittura murale, 1982, cm.70×50

E in questo senso le “OMBRE COLORATE…. non sono state inventate dagli IMPRESSIONISTI, ma sono esistite fin dall’antichità greca” come “Plinio il Vecchio ci racconta essere stata realizzata la meravigliosa Pittura di Apelle e dell’antica Grecia, e di cui ne abbiamo una pallida testimonianza nelle pitturte di Fayum”  (Vedi Post: Riflessioni sul “colore” nella Pittura).

Fayum

Poi, se gli stessi Greci usassero ben più dei 4 colori menzionati da Plinio, e poi il commercio, la manifattura e la industria nel corso dei secoli hanno ampliato la gamma delle TINTE va benissimo.

Ma la base “intuitiva” della PITTURA DI COLORE era già stata tracciata nella Grecia antica, quella PITTURA DI COLORE che poi ha raggiunto i massimi risultati “coscienti” con i COLORISTI VENETI (Bellini, Giorgione, Tiziano ecc.) e via via fino alle sperimentazioni “scientifiche” sulla natura di Cézanne (“rifare Poussin dal vero“).

Il problema del COLORE nella Pittura non è una questione di quantità di TINTE, anzi, c’è un vecchio adagio che dice “IL GRANDE PITTORE COLORISTA USA POCHI COLORI”; e non è neanche una questione di TINTE più o meno accese o brillanti….non è assolutamente un problema di “imitazione della natura”…e non è neanche una questione di “naturalismo” o “astrattismo”. E’ una ORCHESTRA che deve funzionare perfettamente nel suo insieme cercando quel NUOVO ORDINE INTERNO che il pittore desidera realizzare: la speciale disposizione delle TINTE, la variazione dei TONI, i ritmi o le sequenze o le campiture dei colori CALDI e FREDDI, SECONDARI E COMPLEMENTARI; le DISSONANZE, LE GIUSTAPPOSIZIONI, LE TESSITURE, I NEUTRI e I “PRIMI VIOLINI”, LE TRASPARENZE E GLI OPACHI, LA “VAGHEZZA”  ecc. ecc. fanno il COLORE nella PITTURA (se in una orchestra pretendono suonare tutti gli strumenti contemporaneamente ottengo RUMORE, e allo stesso modo se dipingo con “tutti” i colori, belli, vivi, accesi e brillanti ottengo una opera colorata, ma non una Pittura di Colore).

Per capire fino in fondo cosa significa mettere in funzione TUTTA QUESTA ORCHESTRA COLORISTICA, il metodo migliore è iniziare con il “minimalista” suggerimento di Plinio: OCRA GIALLA, TERRA ROSSA, BIANCO E NERO.

Quando si riesca ad ottenere una Pittura DI COLORE potente, convincente, grandiosa, eccellente con questi 4 colori, si può poi fare di tutto, usando anche colori accesi, brillanti o fosforescenti…..e questo vale anche per le pitture o decorazioni murali e per l’arte pubblica, per la policromia architettonica o d’arredo, per le illustrazioni e pubblicità, per la moda ecc.

La ricerca del COLORE nella PITTURA è utile in tutti i campi della creatività umana e della produzione. Un ottimo esempio di PITTURA DI COLORE ce lo ha dato uno dei più grandi pittori del secolo scorso, che ha lavorato quasi sempre e solo con i 4 colori di Plinio, il Maestro messicano JOSE CLEMENTE OROZCO.

JOSE CLEMENTE OROZCO:La caduta delle ideologie http://www3.varesenews.it/blog/labottegadelpittore/?p=7039

JOSE CLEMENTE OROZCO, l’uomo in fiamme http://www3.varesenews.it/blog/labottegadelpittore/?p=6361

JOSE CLEMENTE OROZCO: un capolavoro nascosto http://www3.varesenews.it/blog/labottegadelpittore/?p=4650

JOSE CLEMENTE OROZCO, genio della Pittura del XX sec. http://www3.varesenews.it/blog/labottegadelpittore/?p=3502

JOSE CLEMENTE OROZCO: la pittura profetica http://www3.varesenews.it/blog/labottegadelpittore/?p=271

Nella città di Guadalajara in Messico esiste forse la più importante opera d’arte del XX° secolo: L’UOMO DI FUOCO, o L’UOMO IN FIAMME (“El hombre en llamas”) di José Clemente Orozco.
Luis Cardoza y Aragón scrive che …”La cupola dell’Hospicio Cabañas a Guadalajara è- con ‘Guernica’- la opera murale più ambiziosa del nostro secolo”…

Riflessioni sul “colore” nella Pittura
http://www3.varesenews.it/blog/labottegadelpittore/?p=11410#more-11410

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