Franco Marconcini, pittore

Franco Marconcini è un ottimo pittore toscano con mezzo secolo di attività artistica, anche se la sua biografia nel web appare ridotta all’osso: “Franco Marconcini è nato a Piombino nel 1938, vive e lavora a Buti (Pi) in Via Fratelli Cervi. Ha Frequentato lo studio del Pittore Anton Luigi Gajoni”.
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Artista? no grazie

Nell’immediato dopoguerra i pittori e gli scultori romani usavano spesso riunirsi per chiacchierare d’Arte. Mi raccontava l’amico e collega Aurelio C. che in una di queste àgapi,non mi ricordo se uno dei fratelli Basaldella (Afro o Mirko) o Corrado Cagli sostenne che lo Stato avrebbe dovuto pagare uno stipendio……. Continua a leggere

Antonio Berni: l’Italia grande d’Argentina

Di una delle grandi ondate di emigrazione italiana della fine del 1800 era anche la famiglia Berni. Una marea di poveri italiani a cui in Argentina è stata data una nuova opportunità…che molti hanno accolto e hanno lavorato duro per costruire  questo grande paese latinoamericano….e anche per protestare contro le condizioni disumane di lavoro a cui erano costretti gli emigranti.

In questa battaglia per la giustizia sociale spicca  il pittore ANTONIO BERNI, nato a Rosario nel 1905, appunto da una famiglia di emigranti italiani, e considerato ormai una icona dell’Arte Argentina…uno dei più grandi maestri dell’Arte Latinoamericana del secolo scorso.

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Momò fu Calascibetta,pittore mediterraneo,“siciliano per caso”.

Momò Calascibetta

Momò Calascibetta

Ho scoperto Momò navigando in Internet, dove di lui se ne parla ovunque, tanto, e fin dalle prime immagini e sue dichiarazioni ho provato una simpatia naturale per le sue opere e per il suo operare.

Uguale e tanto diverso da me. Tanto uguale, non nel senso di uniforme, piatto e magari omologato ma, al contrario…..individuo assolutamente individuale, però uguale nella tensione per la giustizia, pace e felicità sulla terra….e uguale nella ricerca di nuovi linguaggi della Pittura, che non è né morta né obsoleta come anelano gli “artecontemporaneisti” al potere.. Continua a leggere

GIUSEPPE AR: la luce e il silenzio del sud.

ar0Il Pittore Giuseppe Ar nasce a Lucera (Foggia) nel 1898 e muore a Napoli nel 1956. A parte una parentesi di tre anni a Roma tra il 1925 e il 1928, Ar vive sempre a Lucera, dove realizza il suo “desiderio insaziabile di occupare un posto decoroso nell’arte” e di compiere “il mio programma (che) è quello di riprodurre le cose umili“.

…”Difficile comprendere lo spirito di uno che dipinge, con quell’amore, serietà, ordine e pacatezza con cui Ar dipinge”….. (Michele Biancale, 1926) Continua a leggere

Splendiani: pittore marchigiano per il mondo!

026Ho conosciuto Giancarlo Splendiani, giovanissimo, verso la fine degli anni ‘60, iniziando gli studi nella Accademia di Belle Arti di Firenze con il Maestro Goffredo Trovarelli. Era arrivato insieme a un gruppo di marchigiani “bohémien”, che si erano installati in un mini appartamento per studenti in San Frediano.
Erano anche gli anni delle rivolte studentesche e noi, come quasi tutti, abbiamo cercato nuovi cammini per l’arte, avvicinandoci al Maestro Fernando Farulli e partecipando a esperienze singolari come le attività didattico/pittoriche all’interno delle Acciaierie di Piombino. Continua a leggere

GOFFREDO TROVARELLI: un grande Maestro dell’altra Italia.

0-il-maestro-goffredo-trovarelliGOFFREDO TROVARELLI è stato un  Maestro Pittore dell’Italia che avrebbe potuto essere: una nazione seria, dignitosa, orgogliosa, autentica, solidaria, dove le qualità della vita e del territorio avrebbero dovuto essere priorità; dove il lavoro, la genialità e la creatività individuali avrebbero dovuto essere premiate….e non c’era da aspettarsi di meno, vista la Storia dell’Italia e la ricchezza del suo Patrimonio Artistico e Culturale. Continua a leggere

PABLO PICASSO: “Io non sono un artista”

Da Giovanni Papini “Il libro nero” 1951 Vallecchi Editore
VISITA A PICASSO”
Antibes, 19 Febbraio
Molti anni fa avevo comprato a Parigi sei quadri di Picasso, non perché mi piacessero ma perché eran di moda ed io potevo servirmene per fare dei regali alle signore che m’invitavano a pranzo.

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