Dalla cantina al boccAle: Triple Karmeliet

Banner_boccALE copia(franz) Belgio, Belgio e ancora Belgio: l’oste Ale per questa settimana si tuffa su uno degli stili tipici di quelle parti, la tripel, con un prodotto che ha avuto una discreta diffusione anche in Italia. Ecco a voi la Tripel Karmeliet di Brouwerij Bosteels. E voi, l’avete provata?

Un perlage fitto ed elegante, degno delle migliori bollicine viticole, che monta oltre i bordi del bicchiere. Così si presenta la Triple Karmeliet, birra intrigante, magnetica, complessa, prodotta con malti di tre cereali diversi (frumento, orzo e avena) seguendo un’antica ricetta del 1679 del monastero carmelitano di Dendermonde. Ricetta poi recuperata, nel 1996 dal Brouwerij Bosteels di Buggenhout, Belgio, dal quale escono altre due perle come la Kwak e la DeuSContinua a leggere

Diego, l’unico italiano nel “sancta sanctorum” della mitica HB di Monaco

Viaggiare verso la Baviera per partecipare all’Oktoberfest è una cosa comune a tanti italiani (vale anche per chi scrive su Malto Gradimento…). Per tutti, o quasi, la partecipazione alla grande festa monacense è fine a se stessa: birra, divertimento e quindi ritorno alla vita quotidiana. Ma c’è anche chi, all’Oktoberfest, ha trovato la vocazione: non parliamo di sacerdozio ma di scelta professionale, ciò che è accaduto qualche anno fa al protagonista di questa intervista.

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L’ingresso di una storica birreria nel centro di Monaco, la seconda patria di Diego Bernori

Diego Bernori, veronese di classe 1968, un passato da pallavolista capace di arrivare fino in Serie A, trovò la folgorazione proprio in occasione di un’Oktoberfest di tanti anni fa: si innamorò di Monaco e della birra bavarese a tal punto che divenne il suo lavoro, prima in Italia e poi in Germania. Ciò gli ha permesso di arrivare a sedersi a pieno titolo in un particolare “olimpo” dove sono ammessi pochissimi stranieri, come vedremo. Abbiamo incontrato Diego a Varese nei giorni scorsi, durante una degustazione guidata di birre franconi (Krug) organizzata da “Luppoli e Uva” al “Romagnam” di via Dazio Vecchio.  Continua a leggere

Dalla cantina al boccAle: Monkey Fist Ipa

Banner_boccALE copia(franz) Ah, le Ipa. Uno degli stili brassicoli più noti, tornati in auge – soprattutto nelle versioni americaneggianti – di recente, bandiera di tanti birrifici anche italiani e birre irrinunciabili per chi vuole (credendo magari di essere più sapiente degli altri) farsi la bocca amarissima. Le Ipa però non possono prescindere dalla storia e dalle sue caratteristiche basilari; stando al nostro oste, questo prodotto griffato dalla statunitense Shipyard Brewng, è una di quelle che meritano un assaggio. 

Ipa, che Dio la benedica. Purchè sia Ipa vera, ovvero una birra luppolata e alcolica il giusto. Ben vengano le rivoluzioni, le innovazioni, la trasgressione ma chiamiamo Ipa una birra amara senza compromessi e di gradazione importante. Continua a leggere

Castellanza: quattro birre locali per la festa dello street food

La moda di questi ultimi anni, quella di proporre un festival legato al cibo da strada, tocca anche Castellanza e in particolare uno dei templi provinciali della musica e delle serate in pista da ballo, il Land of Freedom, locale che si trova accanto all’autostrada e anche per questo può richiamare pubblico da un ampio raggio territoriale.  Continua a leggere

Otto ori e tanto altro: birrifici da tutta Italia premiati a Bruxelles

brussbeerTempo di concorsi internazionali nel mondo della birra. Settimana scorsa vi abbiamo dato conto dei risultati dell’European Beer Stars, rassegna che si è svolta a Norimberga e ha visto diversi produttori italiani sul palco dei premiati.

Più o meno negli stessi giorni, nella capitale belga, si è tenuto anche il Bruxelles Beer Challenge che, tra le altre cose, aveva in giuria anche diversi nostri connazionali “capitanati” da Lorenzo “Kuaska” Dabove (con lui anche Luca Giaccone, Maurizio Maestrelli, Giorgio Marconi, Simonmattia Riva, Vincenzo Scivetti). Con un pizzico di ritardo rispetto ai colleghi tedeschi, anche gli organizzatori belgi hanno infine diramato l’elenco delle birre premiate a Bruxelles, e anche in questo caso il tricolore ha sventolato più volte sugli (ideali) pennoni a corollario del podio. Continua a leggere

Dalla cantina al boccAle: la Icarus di Dom Byron

Banner_boccALE copia(d. f.) Il nostro oste maledetto, pian piano, si sta appassionando di birre italiane: la sua ricerca procede, anche se resta in Lombardia. Oggi Ale ci presenta una produzione bergamasca, meno conosciuta rispetto ad altre esperienze della nostra regione ma, a leggere il suo parere, meritevole di attenzione. A voi!

Le golden ale sono un po’ il “cavallo di Troia” con cui i mastri birrai inglesi cercarono di irretire i palati continentali assuefatti alle canoniche lager tedesche. Rispetto agli standard tipici delle birre albioniche, mancano di quel carattere acquoso (o watery per fare un po’ i fighi…) che a un primo sorso può indurre nell’errore di considerarle “senza corpo” abituati, come siamo, alla effervescenza naturale delle acque continentali. Continua a leggere

Baviera terra di conquista per la birra artigianale italiana

ebs-topChi lo ha detto che il numero 17 porta sfortuna? A Norimberga, sede di uno dei concorsi annuali più importanti – l’European Beer Star -, la birra artigianale italiana si è confermata uno dei movimenti più interessanti del panorama internazionale.

I nostri birrai hanno infatti conquistato proprio 17 medaglie, con ben 10 ori e due “doppiette” primo-secondo posto in altrettante categorie. Un risultato eccellente, basti pensare che solo i padroni di casa tedeschi e gli immancabili americani hanno ottenuto un bottino superiore a quello bianco-rosso-verde. Continua a leggere

In arrivo la “luppolatissima” di casa Settimo

settimo_logoProsegue il parziale “cambio di pelle” in casa Birrificio Settimo. Il birraio Cristian Pizzi, subentrato a Nix Grande da ormai oltre un anno e mezzo, sta aggiungendo alle etichette più note e consolidate del marchio di Carnago (Prius, Quis Hoc, Wit Flos e via dicendo, che non si toccano) alcune novità che ampliano la gamma di stili (sono arrivate anche una saison e un lambic) a disposizione dei clienti. Continua a leggere

Omaggio alle zone terremotate: la Nursia Extra

Il terremoto che ha devastato a più riprese l’Italia centrale nelle ultime settimane, ha creato notevoli problemi anche al tessuto delle imprese che hanno sede nelle zone colpite dalle scosse. Tra queste ci sono anche alcuni birrifici, noti e meno noti, che per le loro condizioni attuali tengono in apprensione gli appassionati di birra artigianale.
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Un mondo quest’ultimo relativamente piccolo, che per altro ha già iniziato a dare il proprio sostegno alle aziende che si trovano in mezzo alle difficoltà: c’è chi ha già garantito di acquistare i prodotti dei birrifici colpiti, chi si è reso disponibile a ospitare la produzione sui propri impianti qualora qualche collega ne avesse bisogno, e così via. Continua a leggere

Pub “di bandiera”, Extraomnes apre a Castellanza

LogoExtraomnesQuando, vent’anni fa, nacque il movimento della birra artigianale lombarda, era prassi per i primi produttori aprire anche un pub direttamente collegato agli impianti dove smerciare e far conoscere le proprie specialità. È il caso – restiamo agli esempi più famosi – di Baladin a Piozzo, del Birrificio Italiano a Lurago Marinone, del Lambrate di Milano, ma anche – per restare sul territorio varesotto – della Fabbrica a Saronno o dell’Inconsueto a Busto Arsizio. Continua a leggere