Caro MG – Quando lo street food sbarra la strada alle birre artigianali

Da qualche estate i festival di street food hanno invaso i centri delle città, i lungolaghi, le piazze dei paesi, con il loro carrozzone colorato e le tante proposte gastronomiche provenienti dai quattro angoli del mondo. Momenti nei quali, spesso e volentieri, hanno trovato spazio anche le birre artigianali, o con stand di vendita diretta o tra le proposte dei vari food trucks. Una presenza che però, in certi casi, inizia a essere limitata a favore delle birre crafty (le pseudo-artigianali – ma non definibili come tali – prodotte però dall’industria) o direttamente dai prodotti industriali.
Con in più – come ci spiega questa testimonianza – il rischio di essere “rinchiuse” in un unico stand centrale, così da limitare di molto le possibilità di scelta.

Caro Malto Gradimento

Cassano Magnago è una città, seppur piccola, che ospita molti eventi specie d’estate. Il weekend scorso, gli appuntamenti erano molteplici e tra questi c’era la Street Food Parade, al secondo anno in versione estiva dopo la parentesi invernale. Manifestazione che anche se agli inizi richiama molto gente. E per noi, che abitiamo vicino al parco della Magana, questo è un evento che non si può perdere. 

Quindi il venerdì sera, dopo il lavoro, subito al parco con le famiglie a mangiare gli immancabili arrosticini , altre prelibatezze italiane e non. Ma soprattutto l’occasione, per chi come noi ama la birra, di bere qualcosa di buono.

L’anno scorso a partire dallo stand di Unibirra, passando dalle artigianali in bottiglia nei vari trucks, fino al fornitissimo stand di IPA americane, abbiamo soddisfatto la nostra sete alla grande. Ecco appunto l’anno scorso, perché quest’anno arriviamo allo Street Food Parade con gran sete e a una prima occhiata non vediamo birra. Facciamo un secondo giro con il dubbio che inizia a divenire certezza, troviamo addirittura un cartello che conferma quanto temevamo (nella foto): la birra è disponibile solo allo stand centrale.
Ci facciamo forza e leggiamo la lista delle birre (“vasta scelta” la definiranno poi su Facebook gli organizzatori): preponderanza di Birra Moretti, ma anche qualcosina di meno commerciale. Troviamo conforto in una McGargles, IPA irlandese ben bilanciata, che placa un poco la sete, ma non il disappunto.

In un evento in cui la varietà e la qualità del cibo è un punto di forza, perché l’organizzazione limita così la qualità e la varietà della birra e accentra la distribuzione? Facile pensare che le motivazioni siano di natura economica, ma a noi resta l’amaro in bocca e non è quello del luppolo.
Al sabato siamo tornati perché il cibo meritava, ma il fastidio non ci era passato. E per principio abbiamo rinunciato ad assaggiare la Cervisia mozzo amber ale allo stand dell’organizzazione: la birra (una IPA di St. Peter, una signora english ipa) siamo andati a prenderla al bar del Parco, dove per altro si può trovare una buona selezioni di bottiglie di Brewdog.
Conterà poco ma è stato un piccolo gesto di protesta, come lo è questa lettera. Ciao e buona birra a tutti.

Matteo e Franco

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