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Curiglia con Monteviasco

«Con troppa luce di notte l’osservatorio è cieco»

Il segretario dell’associazione che dal 2009 gestisce la struttura di Monteviasco. «Un indotto interessante che va protetto»
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osservatorio curigliaSi chiamano come la nebulosa di Orione da dove “nascono” le stelle: M42. Sono in tutto una quarantina di associati che svolgono attività scientifica e divulgativa sul tema dell’astronomia. Nel 2009 realizzarono una serie di strutture proprio in cima alla montagna a Monteviasaco, che è diventata meta apprezzata per amanti e profani della volta celeste. Oggi sono in allarme per l’inquinamento luminoso.
«Non vogliamo polemizzare con nessuno, ma con queste fonti luminose "sparate" verso la montagna, l’osservatorio è come se fosse cieco, non si vede nulla - spiega Roberto Baio, segretario dell’associazione. Sabato scorso, da valle hanno acceso un faro per illuminare molto probabilmente la chiesa della della Madonna della Serta, che si trova una cinquantina di metri sotto l’arrivo della funivia. C’era così tanta luce che potevamo vederci in faccia e leggere il giornale: non male per un’attività di osservazione che richiede il buio. Questo avviene d’estate, con la vegetazione degli alberi al massimo: figuriamoci d’inverno, quando non ci sono le foglie sui rami: sarebbe un disastro per la nostra attività».
Le visite spesso hanno un costo, perché l’associazione impiega il ricavato per le spese elettriche e per l’acquisto dei materiali scientifici. Sabato prossimo, per esempio, i volontari saranno sul lungolago di Luino per far vedere la luna ai turisti, con telescopi a disposizione di tutti.
«Qui si è creato un indotto che comincia ad essere interessante - conclude Roberto Baio - . Ci sono le famigliole che approfittano dell’apertura straordinaria della funivia per passare una serata al frsco, le comitive di amici che dormono in ostello per passare un weekend particolare o le coppie che si dedicano un fine settimana fuori dal mondo, col valore aggiunto di una serata speciale, in compagnia delle stelle. Abbiamo avuto un ottimo rapporto col comune e con la gestione della funivia, apertissimi alle nostre attività: con questa illuminazione così forte tutto questo è messo in pericolo. Chiediamo un po’ di rispetto, almeno durante le nostre attività notturne di osservazione. Tra l’altro questa materia è disciplinata da una specifica normativa regionale che prevede anche sanzioni».
26/06/2012
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