Lettere al direttore
“Sono da portarli a casa, chi vuole”
Un nostro lettore racconta di aver trovato su una panchina una busta di carta abbandonata che conteneva dei libri. L'ha aperta. E, forse, gli si è aperto anche un mondo
Abbiamo ricevuto questa lettera, che vogliamo pubblicare così com'è. Per varie ragioni, che, ai sensibili d'animo, non sarà necessario spiegare. Buona lettura
Gentile direttore,
non ho mai letto molto e finito il diploma di maturità tecnica, con una certa fatica, non pensai nemmeno di continuare gli studi all’università, a parte costi o possibilità. Ieri pomeriggio di fronte al Municipio di Arcisate, vicino ad un cestino e ad una panchina, ho visto una busta di carta dell’upim, di ridotte dimensioni e “attillata”, che conteneva dei libri con un bigliettino attaccato con lo scotch recante la scritta in corsivo: “Sono da portarli a casa chi vuole”.
Pensai che poteva trattarsi di persona anziana affezionata che non voleva disfarsene, o di qualcuno che voleva dare un’opportunità ad altri di provare sensazioni trasmesse da quelle letture, oppure lasciare come un messaggio in bottiglia, quasi destinato e rivolto all’infinito, forse sollevandosi un po’ da una certa solitudine, o nostalgia dei ricordi passati.
Dopo un rapido controllo e momento di perplessità, o stupore, mi è sembrata subito una calligrafia mista, somigliante a quella dei miei genitori e verificai che non fossero danneggiati dalla pioggia, caduta fino a poco prima ma erano salvi, evidentemente messi lì da poco; decisi di raccoglierla e se non l’avessi fatto chissà se o chi l’avrebbe presa, finendo buttati o dimenticati, come capita nell’era dei tablet.
Poi scoprii che c’era L.Pirandello, Selezione dal Reader’s Digest, B. Pitzorno, Scooby.Doo, il battello a vapore ed uno del club degli editori; da quest’ultimo riporto, pari pari, una frase che mi ha colpito, della prefazione:
“Il fine che mi sforzo di raggiungere è, col solo potere delle parole scritte, di farsi udire, di farvi sentire e, anzitutto, di farvi vedere. Questo è nient’altro che questo, ed esso tutto. Se ci riesco, trovere te qui, a seconda dei vostri meriti, incoraggiamento, consolazione, terrore, fascino, tutto ciò che può piacervi, e fors’anche quella visione di verità che avete dimenticate di esigere.”
Datata 1897, l’autore è Joseph Conrad, che non conoscevo e mi riprometto di provare a leggerlo, perché ci sono tutte le premesse per trarre indicazioni sempre utili e attuali.
Grazie e buona giornata.
Valter Abele Zaccuri