Sei in: VareseNews / Lettere al direttore / “Sono da portarli a casa, chi vuole” - 25/04/2012
 
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Lettere al direttore

“Sono da portarli a casa, chi vuole”

Un nostro lettore racconta di aver trovato su una panchina una busta di carta abbandonata che conteneva dei libri. L'ha aperta. E, forse, gli si è aperto anche un mondo
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Abbiamo ricevuto questa lettera, che vogliamo pubblicare così com'è. Per varie ragioni, che, ai sensibili d'animo, non sarà necessario spiegare. Buona lettura 

Gentile direttore,
non ho mai letto molto e finito il diploma di maturità tecnica, con una certa fatica, non pensai nemmeno di continuare gli studi all’università, a parte costi o possibilità. Ieri pomeriggio di fronte al Municipio di Arcisate, vicino ad un cestino e ad una panchina, ho visto una busta di carta dell’upim, di ridotte dimensioni e “attillata”, che conteneva dei libri con un bigliettino attaccato con lo scotch recante la scritta in corsivo: “Sono da portarli a casa chi vuole”.
Pensai che poteva trattarsi di persona anziana affezionata che non voleva disfarsene, o di qualcuno che voleva dare un’opportunità ad altri di provare sensazioni trasmesse da quelle letture, oppure lasciare come un messaggio in bottiglia, quasi destinato e rivolto all’infinito, forse sollevandosi un po’ da una certa solitudine, o nostalgia dei ricordi passati.
Dopo un rapido controllo e momento di perplessità, o stupore, mi è sembrata subito una calligrafia mista, somigliante a quella dei miei genitori e verificai che non fossero danneggiati dalla pioggia, caduta fino a poco prima ma erano salvi, evidentemente messi lì da poco; decisi di raccoglierla e se non l’avessi fatto chissà se o chi l’avrebbe presa, finendo buttati o dimenticati, come capita nell’era dei tablet.
Poi scoprii che c’era L.Pirandello, Selezione dal Reader’s Digest, B. Pitzorno, Scooby.Doo, il battello a vapore ed uno del club degli editori; da quest’ultimo riporto, pari pari, una frase che mi ha colpito, della prefazione:
“Il fine che mi sforzo di raggiungere è, col solo potere delle parole scritte, di farsi udire, di farvi sentire e, anzitutto, di farvi vedere. Questo è nient’altro che questo, ed esso tutto. Se ci riesco, trovere te qui, a seconda dei vostri meriti, incoraggiamento, consolazione, terrore, fascino, tutto ciò che può piacervi, e fors’anche quella visione di verità che avete dimenticate di esigere.”
Datata 1897, l’autore è Joseph Conrad, che non conoscevo e mi riprometto di provare a leggerlo, perché ci sono tutte le premesse per trarre indicazioni sempre utili e attuali.
Grazie e buona giornata.
Valter Abele Zaccuri
25/04/2012
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