pur scrivendo a titolo personale mi sento in qualche modo in obbligo di fare le mie congratulazioni e gli auguri di buon lavoro, anche a nome di Arci Varese, ai nuovi sindaci eletti o riconfermati in provincia lunedì.
Vorrei che questo augurio giungesse particolarmente caloroso alla neoletta Sindaca di Cardano al Campo, Laura Prati, che fa parte del consiglio provinciale di Arci Varese in rappresentanza dell'Associazione E. Berlinguer di Cardano così come al riconfermato sindaco di Marchirolo che ho avuto occasione di conoscere facendo una rassegna di cinema estivo che organizzammo nel suo comune quando era vicesindaco (e per la quale si spese, ricordo, anche come uomo di fatica oltre che come organizzatore).
Commentando più in generale i risultati elettorali non v'è dubbio che in provincia di Varese ci sia stata una positiva ondata di voglia di cambiamento e di buona politica, più complesso il risultato nazionale dove, a mio personale avviso, non si presentano grandi sorprese sul fronte dei partiti che sostenevano il governo Berlusconi: credo che l'inemendabile fiasco di quell'esperienza sia la causa e la giustificazione dei tracolli diffusi e costanti, solo talvolta mitigati da un sindaco popolare o da una lista civica.
L'unica ragione per cui i commentatori cercano cause diverse temo sia una certa inespressa ma radicata sfiducia di stampa e analisti nella reattività degli italiani.
Più complesso ciò che emerge invece su tutti gli altri fronti e ciò che coinvolge e dovrebbe preoccupare tutti i partiti: il Movimento 5 Stelle non è certamente, nel suo complesso, quella realtà sfascista e antipolitica che il suo leader rappresenta. Grillo è un qualunquista poco informato e probabilmente pronto a confondere il suo "vaffa" con un ben più sinistro "me ne frego" ma il movimento ha già mostrato di essere (anche) altro.
Ha presentato candidati credibili, ha coinvolto professionisti lontani dalla politica, anziani disillusi e tantissimi giovani.
Questo fenomeno dovrebbe insegnare qualcosa ai partiti, soprattutto a quelli che vengono genericamente inseriti dell'area di centro sinistra. Un'area che, intanto, è giustappunto solo un'"area" visto che al momento non sembrano esservi coalizioni pronte a presentarsi alle politiche e, se vi saranno, non è dato sapere come saranno composte e da chi.
In secondo luogo è un'area che non raccoglie i dividendi che potrebbero derivare dal disastro degli avversari e non riesce a farlo perché a sua volta toccata dalla crisi di sistema della seconda repubblica.
I partiti democratici e popolari devono riscoprire con urgenza il contatto col loro popolo, la capacità di interpretarne i desideri e gli interessi, e devono farlo mostrando la capacità di adattarsi alle richieste del dibattito pubblico, la capacità di dare risposte credibili, senza sparare cifre a caso, senza continuare a mostrare sempre gli stessi immutabili volti e nomi, a volte al massimo accompagnati da sigle diverse, o leggermente diverse, da quelle che li rappresentavano 20 o 30 anni fa.
Non si tratta di epurare o di allontanare nessuno ma certamente di aprire ad altri, ad energie e idee nuove, probabilmente allo stesso tempo anche ad energie e idee non così nuove ma bisognose di adattamento ai tempi e di riproposta.
Se così non dovesse essere rischio di trasformarmi in un facile profeta di sventura nel prevedere che il futuro prossimo dell'Italia finirà col proporre situazioni che abbiamo visto, in anni recenti, soprattutto in Europa orientale: grande frammentazione politica, estrema volubilità dell'elettorato, movimenti di opinione che nascono, giungono impreparati al governo, e subito vanno in crisi e appassiscono.
In questo senso non è tanto il movimento 5 stelle che deve preoccupare, quanto il processo che esso oggi interpreta e che potrebbe continuare anche dopo la fine di questo soggetto politico, una fine che vedo comunque lontana visto anzi che, coi risultati dei giorni scorsi e il trend attuale, non è affatto escluso che alle politiche fra un anno i Grillini non possano persino rischiare di arrivare primi vincendo il premio di maggioranza alla camera.
I partiti sono avvisati, non da me ma da Parma e Genova: c'è bisogno di un'altra politica e in fretta, gli italiani la vogliono e la otterranno, buona o cattiva, se gli eredi dei partiti della Liberazione e le forze democratiche pensano di poterla proporre devono mostrarlo subito e devono farlo con coraggio.
Cordiali saluti
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