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Lettere al direttore

Punti di vista

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 Egr. Direttore


Non avevo alcuna intenzione di recarmi alle urne per i prossimi referendum, sino a quando, lunedì scorso, ho fatto un incontro del tutto fortuito con una anziana signora dal marcato accento francese, che sul treno per Milano, distribuiva opuscoli inerenti il quesito riguardante il tema del nucleare.

I punti di vista esposti dalla signora mi sono sembrati di particolare interesse. Ne faccio parte:
· Se in Francia vi fosse la possibilità di indire un referendum sul nucleare vi sarebbe una grande partecipazione, nonostante la classe dirigente;
· I francesi sanno che oltre il 30% dell’importo della spesa elettro-nucleare è distribuito in altri capitoli di spesa tra cui la gestione della sicurezza che è appannaggio del ministero della difesa. Si tratta di una fiscalizzazione occulta degli oneri relativi al nucleare che rendono solo apparentemente più leggera la bolletta elettrica;
· Gli italiani hanno la possibilità, andando a votare, di evitare una lunga serie di rischi e pericoli;
· L’Italia come le altre nazioni che hanno rinunciato alla produzione di energia dall’atomo, avrebbe dovuto ormai da molto tempo pretendere una onerosissima clausola risarcitoria dalle nazioni che fanno uso dell’energia nucleare, poiché il guadagno da tale attività è riservato alle stesse nazioni produttrici, mentre il rischio è purtroppo condiviso;
· La presunta economicità dell’energia nucleare è un mito : nessuna centrale può ottenere la potenza nominale teorica per cui è stata costruita. Il risultato operativo standard è 50%. Significa che se voglio produrre 1000Mw devo costruire una centrale da 2000Mw! Ma per poter stimare anche solo approssimativamente il guadagno, è ovviamente utile prima determinare i costi;
· Costi di:
1. Progettazione;
2. Contratti relativi ai diritti di sfruttamento delle miniere di uranio;
3. Estrazione del minerale;
4. Trattamenti e trasporto alle industrie di raffinazione;
5. Raffinazione e arricchimento;
6. Trasporto alle centrali;
7. Trasporto alle industrie di ritrattamento;
8. Stoccaggio dei residui;
9. Sicurezza generale e specifica;
10. Smantellamento e messa in sicurezza dei luoghi;
11. Assicurazioni;
12. Propaganda.
Quest’ultimo punto è curioso. Pare che Westinghouse, la più potente impresa nucleare del mondo, abbia versato 17 milioni di dollari (1986) al presidente Marcos, per assicurarsi l’appalto della costruzione di un reattore a Bataan nel sud delle Filippine!
· Per cui: quanto costa il Kw/h di origine nucleare ? In pratica è impossibile rispondere e chi lo fa, dovrebbe fare onestamente un mare di premesse. La prima potrebbe essere che da tutte le proiezioni economiche e finanziarie atte a determinare tali costi, vengono esclusi quelli relativi a salute ed ambiente. L’ambiente infatti è profondamente alterato dall’industria nucleare anche in assenza di incidente rilevante. L’uranio rappresenta la materia fissile alla base del processo. Il minerale si trova in miniere localizzate soprattutto in Africa e la presenza di uranio nel minerale è attorno a 1/1000 per cui sono necessari varie operazioni di frantumazione che utilizzano enormi quantità di acqua. Dopo la frantumazione il minerale si presenta come un magma melmoso e per eliminarne le impurità ed ottenere un composto al 75% di uranio, deve essere trattato chimicamente da altre sostanze estremamente pericolose e tossiche con processi che richiedono ancora una volta enormi quantità di acqua. A questo stadio i residui sabbiosi non utilizzabili sono definiti “sterili” e rispediti in natura. Ottenuto il Diuranato di Ammonio esso viene trasformato con altri trattamenti chimici per ottenere il tetrafloruro e l’esafloruro di uranio, ai quali segue un trattamento di calcinatura permettendo di ottenere infine l’ossido di uranio pronto a questo punto ad essere utilizzato dall’industria nucleare. Anche al termine di questa cosi detta fase di raffinazione si ottengono detriti classificati “ sterili di seconda generazione” e rispediti al mittente. Sterili un pacco! Si tratta di rifiuti ionizzanti che entrano nella catena alimentare delle popolazioni locali con conseguenze sanitarie ed ambientali che potranno essere contabilizzate solo tra parecchi decenni!
· Un concetto rilevante i rischi sanitari delle popolazioni esposte alle radiazioni è espresso dalla nozione di bioconcentrazione. In un luogo contaminato risulta che i vegetali siano più contaminati delle acque da cui hanno preso le radiazioni, così come gli animali erbivori che si cibano di tali piante siano più contaminati di esse e poiché l’essere umano è in cima a questa catena alimentare risulta essere più contaminato degli altri esseri viventi. Sembra fatto a posta : in natura la bioconcentrazione è regola sovrana che vede il genere umano come destinatario terminale.

Giunti a Milano la signora prese congedo regalandomi un libro scritto dal dottor Yves Daniel.
Il titolo è “Nucleaire – Nous sommes tous en danger de mort”
Andrò a votare, andiamo a votare!
Cordialmente

PS “ UN INCIDENTE NUCLEARE E’ INEVITABILE…CIO' E’ DIVENTATO INSOPPORTABILE LAVORARE PER UNA INDUSTRIA CHE MINACCIA LE GENERAZIONI FUTURE.”
Minor, Bridenbaugh, Hubbard : Ingegnere, Direttore e Responsabile sicurezza della divisione nucleare di General Electric
16/05/2012
Oliviero
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