L'attentato di Brindisi di fronte alla scuola "Morvillo e Falcone" che ha visto l'uccisione della giovane Melissa, una studentessa sedicenne, è un atto vile ed efferato che ricorda la violenza disumana dei boia nazisti. I socialisti varesini che si sono mobilitati in tutta la provincia per testimoniare di fronte all'opinione pubblica locale sgomenta, chiedono a tutte le forze politiche democratiche, alle organizzazioni sindacali che si discuta in tutti i luoghi di lavoro, in tutte le assise democratiche di quanto accaduto. Oggi, è un giorno triste per tutti noi e per la democrazia italiana, ma non si può consentire che bestie feroci circolino impunite per il paese.
Il gesto criminale cui abbiamo assistito è al di fuori, persino delle violenze terroristiche del passato, mai si era assistito ad un attentato contro giovani studenti inermi, contro l'istituzione scolastica. Ciò che è accaduto dimostra che i sistemi di sicurezza nel paese sono vulnerabili. Oggi che l'insicurezza sociale, prodotta dalla crisi economica, è motivo di una diffusa insicurezza, è compito delle istituzioni preposte alla sicurezza del paese impedire che avvengano episodi come quello di Brindisi. Contro tutte le mafie, ma pure contro tutte le forme di violenza e contro la diffusa corruzione e illegalità bisogna lavorare per la diffusione per un nuovo spirito repubblicano fatto di solidarietà sociale e di libertà democratica.
I socialisti varesini lanciano un appello a tutto il mondo della scuola perché si mobiliti per la difesa dei giovani, vittime della violenza mafiosa e della crisi sociale. Non dobbiamo consentire che fra i nostri giovani si diffonda paura del presente sfiducia verso il futuro.
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