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Perche’ la voce degli insegnanti non si sente quasi mai ?

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Caro direttore,
gli Insegnanti costituiscono una delle forze portanti della nazione, ad essi compete (insieme alla famiglia, ahimé spesso disastrata) la formazione delle future generazioni. Mi chiedo perché non intervengono più spesso sulle questioni politico-etico-sociali che coinvolgono noi tutti, di qualsiasi opinione politica siamo, ovviamente restando nella correttezza sostanziale e formale che il loro ruolo istituzionale impone.
L’indifferenza, l’acriticità, la mancanza di partecipazione alla vita sociale del Paese e della Città non costituisce certo un buon segno per i giovani, che li vorrebbero vedere maggiormente interessati e coinvolti nelle vicende nazionali e locali. Forse che non osano esporsi, che hanno paura ? Ma che cosa devono temere? Più fregati di così: bassi stipendi, considerazione sociale ai minimi storici, nessuna voce in capitolo sulle problematiche della scuola, bistrattata e lasciata nelle mani di politicanti incompetenti che fanno e disfanno a seconda delle maggioranze in Parlamento.
Perché costoro non si svegliano dal torpore in cui ora volontariamente (tranne pochissimi per la verità) e quasi orgogliosamente si sono “aventinizzati”, non prendono coscienza della gravità sociale e morale del momento in cui ci troviamo e non intervengono attivamente sulle questioni politico-sociali attuali ? Coi loro interventi qualificati di persone di cultura potrebbero apportare dei validi contributi che riuscirebbero utili all’analisi critica ed alla soluzione dei tanti problemi oggi sul tappeto, in primis quelli di loro più stretta competenza, cioè la scuola, e potrebbero anche incidere positivamente sulle decisioni politiche dei governi in carica.
Idem si potrebbe dire di altre categorie importanti, come i Magistrati, che non capisco perché non possano esporre democraticamente le loro opinioni, in particolare su come riformare la Giustizia, per paura di essere tacciati di faziosità e di non imparzialità nell’esercizio delle loro delicate funzioni. L’Italia ha bisogno di PERSONE ONESTE e COMPETENTI, perché di disonesti e incompetenti in politica ce ne sono già troppi, che andrebbero emarginati se vogliamo tornare ad essere un PAESE CIVILE!

10/06/2012
Giovanni Dotti
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