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Lettera al Direttore

Vecchie ricette utopistiche

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Egregio direttore 

Tra le tante assurdità ed attacchi a due feste che a qualcuno risultano proprio indigeste (venticinque aprile e primo maggio),non credo si sentisse la necessita di rispolverare un tema caro agli estimatori della Rsi (Repubblica sociale italiana) quale quello della socializzazione delle imprese e delle compartecipazioni agli utili in salsa corporativa,come scritto nella lettera n° 2. La conferma,se mai c’è ne fosse bisogno che in questo paese le sirene nostalgiche soffiano sempre forti,che alcune leggende sono dure a morire,in quanto nell’Italia repubblichina non avvenne mai realmente nessuna socializzazione di impresa. E naturalmente non poteva mancare l’accenno all’articolo 18,vero mantra. Possibile che ci si dimentichi sempre delle basi di civiltà giuridica,visto che si parla di licenziamenti senza giusta causa, in altre parole arbitrari?  Basterebbe guardare a quello che sta succedendo in Spagna,dove un provvedimento simile,che permette di licenziare con leggerezza e facilità sta portando la cifra dei disoccupati verso i sei milioni. Il sistema capitalista è impantanato,ed alle prese con problemi attinenti più alla fisica che all’ideologia (la scarsità di risorse ed i limiti fisici del pianeta). Non mi stupisco che si riscoprano vecchie ricette mai applicate e utopistiche. E’,a mio parere,il tratto distintivo di un paese cresciuto in vent’anni di illusioni,in una sorta di bengodi falso ed irreale. Le possibilità di creare lavoro intervenendo nella riqualificazione energetica delle case,delle manutenzione del territorio,cede il passo ad altre leggende e manipolazioni che sono viste come la risoluzione dei problemi. Anche sul territorio abbiamo una piccola tav che procede a stento (il collegamento con la svizzera). A qualche centinaio di km un’intera valle viene militarizzata per un’opera definita fondamentale,mentre pochi sanno che il corridoio Lisbona Kiev è già abortito, e la linea ad alta velocità Madrid Lisbona non verrà più costruita. Quindi tra tante bizzarrie,anche questa non fà eccezione.

Cordiali saluti
1/05/2012
Mauro Icardi
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