Stargate senza ritorno
Caro direttore, dalla foto in prima pagina relativa all’incrocio oggetto di incidente stradale mortale si evince che lo spazio per una rotonda ci sarebbe, come per una banchina, o marciapiede, o anche per qualche itinerario di pista ciclabile; il cartello c’è ma al solito magari non conoscendo la zona, un riflesso o una minima distrazione, con la velocità portano a una serie di “fatalità evitabili”, con tutta la drammaticità che periodicamente caratterizza questi tristi eventi.
Inoltre la vista dello spartitraffico, oltre che di un ulteriore cartello posto proprio di fronte, comporterebbe un rallentamento per aggirare il manufatto stesso, permettendo la possibilità che almeno uno dei conducenti riesca a schivare l’altro; al limite lo stop potrebbe sempre esistere o essere sostituito da un dare precedenza ma la questione è che prevedendo dei segnalatori di distanza che preparino all’ostacolo in avvicinamento, per intenderci tipo ai passaggi a livello, nella specie intanto si ridurrebbe il problema, dando più tempo di ravvedimento, o chance, all’autista per vari motivi scoordinato, o alla vittima di un destino crudele e preordinato, come costretto a fare un passo nel vuoto, o appunto verso uno “Stargate senza ritorno”.
Viene in mente la famosa poesia del Pascoli “X agosto”: “… ritornava una rondine al tetto …”.
Grazie e buona giornata.