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Lega in piazza con la Festa della famiglia e delle tradizioni

Tra venerdì e domenica spettacoli, concerti, cibi dop, mostre di oggetti storici. Attesi i ministri Bossi e Maroni

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L'annuncio è quello di una festa con botto; una sorpresa, tenuta nascosta, e «tempo buono permettendo». La Festa provinciale della famiglia e delle tradizioni (14-15-16 novembre) organizzata dalla segreteria provinciale della Lega Nord, giunta alla sua seconda edizione scopre le carte, forte di numeri che non fanno grinze: una aspettativa di afflusso stimato tra le 7000-10.000 persone, cifre superiori a quelle dello scorso anno e non difficili da immaginare se si tiene conto di due appuntamenti clou: la tavola rotonda dedicata alle politiche famigliari con il ministro Maroni ospite d'onore e la confermata la presenza del segretario federale Umberto Bossi e dello stato maggiore del movimento, nel pomeriggio di domenica, per un momento di riflessione politica, giusto seguito della recente assemblea federale. A contorno proiezioni di filmati e documentari su tutto ciò che attiene le tradizioni locali, mostre di oggetti storici, artisti di strada, compagnie teatrali, concerti di musica occitanica e provenzale e, tanto per non sbagliare, Nanni Svampa. Sarà attivo anche un permanente servizio bar e ristorante, il tutto all'interno della poderosa struttura a tendone che in queste ore si sta predisponendo in piazza Montegrappa. «Questa festa è un segnale importante che da Varese vuole arrivare a Roma», ha sottolineato il segretario provinciale Leonardo Tarantino. «Mentre in parlamento viene bocciata la riforma Castelli, la Lega vuole far capire che sta dalla parte della famiglia». Una festa «a misura d'uomo e di bambino, prima ancora che di militanti» sostiene Alessandro Magni, responsabile organizzativo provinciale. Ma le modalità, è presumibile, faranno discutere. Gli organizzatori annunciano una sorpresa che per ora tengono nascosta; un colpo ad effetto che rimanda immediatamente al coup de teatre dell'anno scorso quando improvvisamente comparve un grosso sole delle alpi sulla aiuola di piazza Monte Grappa. Non mancano le premesse: la grande struttura, allestita in queste ore in piazza, è addirittura raddoppiata rispetto ad un anno fa. Un tendone bianco, con ben visibili i vessilli padani. Tarantino fatica a trattenere un certo gusto per la provocazione:«Diciamo che quando la Lega scende in piazza lo vuol fare in modo "visibile", ci piace marcare il territorio». Nessuna polemica invece vuole innescare Magni: «Chiunque abbia regolari permessi e licenze può allestire una struttura del genere. Non c'è nulla di male a fa risaltare i nostri simboli e la nostra ideologia. E comunque il nostro intento è quello di scendere in mezzo alla gente, di inserirci nel contesto urbano, altrimenti non sarebbe una festa».
11/11/2003 RICCARDO PRINA
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