Il semaforo T-red di via Bonicalza a Cassano Magnago continua a creare dibattito. L’ex consigliere comunale Renato Pagnan ha infatti scritto al Prefetto di Varese per tornare sull’argomento, citando il numero delle multe comminate e il parere del Prefetto di Lodi, De Stefano, che su richiesta di due Comuni della provincia lodigiana, Montanaso Lombardo e Tavazzano con Villavesco, ha scritto: "... Si osserva infine che, qualora il semaforo sia preceduto da sistema di rilevazione della velocità in grado di anticiparne la luce rossa, tale combinazione non trova riscontro nelle norme vigenti e che la stessa, provocando l’alterazione del ciclo semaforico naturale, sembra confliggere con la natura e la funzione del semaforo il quale, ai sensi dell’art. 158 del d.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495 (Regolamento del Codice della Strada), serve per regolare, nel tempo, l’avanzamento delle correnti di traffico in una intersezione e non già per interromperne improvvisamente il flusso, con conseguente pericolo per la circolazione e per la vita umana stessa. ...".
«Il semaforo di Cassano Magnago (via Bonicalza) è costituito dalle medesime apparecchiature citate nella missiva dal Prefetto di Lodi – spiega Pagnan -, un’apparecchiatura T-Red abbinata a sistema di rilevazione della velocità in grado di anticiparne la luce rossa. Urge un provvedimento essendosi l'Ufficio del Giudice di Pace competente (via Pegoraro di Gallarate), costituito da più e diversi giudici, ha, come già da me scritto in precedenza, assunto deliberazioni tra loro contrastanti. Stesso semaforo; stesso giornata; stesse condizioni; stessi ricorsi, alcuni annullati ed alcuni accolti. Inoltre l'Ufficio del Giudice di Pace ha commissionato una "verifica" ad un C.T.U. che “inspiegabilmente” ha determinato in 3 secondi di durata della lanterna gialla il tempo sufficiente per fermarsi, quando lo stesso Comune ha nel tempo (tra l'agosto 2006 e oggi) innalzato, per molte volte, il tempo del giallo (da 3 a 4 secondi; da 4 a 5 secondi e poi da 5 a 6 secondi) e quando lo studio commissionato al Cnr (Consiglio Nazionale delle Ricerche) del 12 dicembre 1992 titolato “Norme sull’arredo funzionale delle strade urbane” sostiene che “la durata del giallo, in città e con il limite dei 50 all’ora, dovrebbe essere di almeno 5 secondi”».
Le infrazioni rilevate, che i Giudici di Pace sono chiamati a pronunciarsi, sono circa 2.000 e tutte relative il periodo in cui la lanterna gialla aveva una esposizione di 3 o 4 secondi: «Nessuno contesta le infrazioni rilevate con tempo d’esposizione della luce gialla pari a 6 secondi; così come nessuno le ha contestate quando il tempo era stato innalzato a 5 secondi – scrive ancora Pagnan -. Via Bonicalza, è una strada provinciale che attraversa il centro abitato di Cassano Magnago (SP 20). Infine il numero di multe elevate in soli 5 mesi (dall'agosto al dicembre 2006) - ora oggetto di definizione del Giudice di Pace - non potranno che determinare scontento tra i cittadini interessati poichè, ad ogni singola infrazione, corrisponde una decurtazione dei punti dalla patente che determinerà la sospensione, se non anche il ritiro, nei casi di più violazioni rilevate».| 12/07/2007 |
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