Ha 21 anni, è di Varese, ama il canottaggio, le Prealpi, ha fatto la scuola europea. Insomma, è un piccolo genio, che studia cinese, e frequenta il Mit a Boston dove conseguirà due lauree: Matematica e ingegneria informatica. Con un curriculum del genere, si potrebbe pensare al più grande secchione del mondo, il varesino upper class, chissà-che-noia-la-sera. E invece, Alessandro Chiesa, è uno studente “nostrano” ma protagonista di una storia da film americano, che ad agosto ha tenuto con il fiato sospeso tutta la città di Boston.
Il giovane, insieme a due studenti compagni di corso, ha realizzato uno studio che rivela come non pagare il biglietto nella metropolitana della città. Svelando che
Pietra dello scandalo è stato il biglietto di carta che si chiama T-Charlie. Una banda magnetica permette al sistema di capire se il biglietto è nuovo. Questa banda ha dei codici che sono vulnerabili e se qualcuno li scopre, beh, viaggia a sbafo. Alessandro e i suoi amici (era un progetto di ricerca all'interno di un corso del Mit) li hanno scoperti, e hanno spiegato tutto in una relazione dal sottotitolo eloquente: “Volete viaggiare gratis in metropolitana tutta la vita?” (nella foto, la conferenza stampa con gli avvocati).
Ben due giudici si sono occupati della vicenda. In primo momento, l’azienda ha negato che i suoi sistemi informatici fossero vulnerabili. Ma poi ha dovuto ammettere che il sistema Rfid della banda elettronica era aggirabile. Ora,
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11/09/2008 Roberto Rotondoroberto.rotondo@varesenews.it
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