
Sulla North street al 247 c'è un piccolo ristorante italiano,
Il Piccolo nido. Il proprietario
Pino Irano, un campano doc, ha girato il mondo a cucinare e da trent'anni vive a Boston.
Il suo locale è diventato una meta sacra per gli amanti del baseball da quando i
Red Sox lo frequentano abitualmente. Ma non sono solo i cultori del diamante a far tappa da Pino. Anche i
Boston Celtics, la squadra di basket è solita mangiare e festeggiare le vittorie lì.
All'ingresso ci sono foto dello chef con
Roberto Benigni, Walter Zenga, Richard Gere, John Calipari, Guglielmo Epifani e altri.
Ma la sua "fama" è dovuta ai riti che compie per togliere il "malocchio".
"È tutto vero e parlate con quelli dei Red Sox. Quelli l'ultimo campionato l'avevano vinto nel 1918, poi più niente. Tutti a Boston lo sanno. Dopo "la maledizione del bambino", per aver venduto Babe Ruth ai NY Yankees sono rimasti a bocca asciutta per 86 anni. Poi il presidente Larry Lucchino è venuto a trovarmi e ho capito che erano stati colpiti dal malocchio. Dopo una serie di incontri gli ho tolto quella maledizione e hanno vinto il campionato".

Pino si diverte, ride, gioca con i suoi clienti. Ha preparato una torta gigante per festeggiare l'arrivo del
Biocell a Boston.
"Ma la storia mica finisce qui, - continua a raccontare Pino, - quando la notizia ha iniziato a girare sono arrivati anche i Celtics che pure loro erano a bocca asciutta da oltre venti campionati. E così l'anno scorso hanno vinto".
Il ristoratore italiano, un vero intrattenitore, ha così preso sale e salvia e come un sciamano saltellante intorno al soggetto da "lavorare" ha iniziato i suoi riti per togliere il malocchio.
Cosa non si inventano gli italiani per far parlare di loro e per fare affari, direbbe qualcuno ironico. E sorridere su queste pratiche è l'atteggiamento migliore come fa anche il
Boston Globe in un articolo in cui si domanda che "se Irano ha davvero risolto la maledizione dei Red Sox e ha contribuito a far arrivare alla finale gli umili Celtics, forse vale la pena di un colpo, giusto?"