Questa rinnovata collaborazione ha fruttato al concorso numerosi partecipanti fra gli studenti delle scuole medie superiori, la risposta è stata positiva anche da parte di universitari e lavoratori».
offerti da Soldano fotografia, Varese.
Ecco i riassunti dei vincitori, in ordine alfabetico:
“Volere… volare” di Denise BARBIERI – Azzio (VA), del 1989 stud.
Spesso è difficile comprendere quali siano le cose giuste per cui lottare, specialmente in una società come quella di oggi, che propone continuamente modelli impossibili da raggiungere, accompagnati da messaggi, che recepiti da una mente troppo debole possono trasformarsi in un’arma più affilata di un pugnale. Tutto questo trapela dai pensieri di una ragazza che all’apparenza può sembrare come le altre, ma che in realtà nasconde una perenne lotta contro se stessa e contro il proprio corpo, con l’inconsapevole rischio di un possibile non ritorno.
“Buenos Aires 1977” di Leonardo BELLOMO – Venezia, del 1985 stud.
Sin dall’infanzia un uomo di umili origini sogna di volare e di vedere il suo paese, l’Argentina, dall’alto. I suoi desideri stanno per realizzarsi o almeno è quello di cui prova a convincersi. È il 1977 e l’Argentina è oppressa dalla spietata dittatura militare di Jorge Rafael Videla. Il suo primo volo sarà molto diverso da quello che aveva immaginato…
“Il volo del calabrone” di Mattia BERTOLDI – Vezia CH, del 1986 stud.
Roberto ha tredici anni e conduce una vita spensierata: si incontra con gli amici, gioca a calcio, si diverte. Un giorno gli viene diagnosticato un cancro che gli impedisce di camminare: un medulloblastoma. Roberto, relegato su un letto d’ospedale, non si scoraggerà e cercherà di reagire alla malattia grazie all’aiuto di Celeste (figlia di un’infermiera), una rivista di enigmistica e la storia di un calabrone che in teoria non potrebbe volare, ma che nonostante ciò lo fa lo stesso.
“Il bambino del lago” di Giorgia COSTANTINI – Laveno Mombello (VA), del 1986 lav.
Andrea, ingegnere quarantenne vive a New York. Una mattina si sveglia turbato dopo aver sognato di lui ancora bambino, che trascorre un pomeriggio al lago insieme al nonno. Il ricordo del lago, della giornata caldissima, dei bambini che giocano felici sulla spiaggia, dell’affetto e dei sorrisi del nonno diventano un richiamo verso il suo paese d’origine. Un richiamo che è giunto il momento di ascoltare.
“Dove osano le tartarughe” di Samuela LEPORI – Cannobbio CH, del 1985 stud.
Un uomo ed una tartaruga passano il pomeriggio in giardino, approfittando dell’inizio della bella stagione. Il primo se ne sta tutto il tempo seduto in poltrona, pianificando progetti che non ha la forza di attuare, mentre la seconda investe tutte le sue energie nel tentativo di raggiungere l’insalata dell’orticello. Un’impresa apparentemente impossibile.
“Due chiacchiere con Dio” di Federico STORNI – Bigorio CH, del 1984 stud.
Un giovane al bancone di un bar dialoga con Dio spiegandogli di essere indolente e di aver perduto quanto avesse di più caro a causa di questa caratteristica. Non c’è più l’università, né il migliore amico, né la fidanzata, né il rispetto per se stesso. Rimangono un barista che si rifiuta di versare l’ennesimo “uischino” e che intanto ascolta e consiglia, e (forse) Dio che, se riposò, lo fece solo il settimo giorno, a lavoro concluso.