La novità in programma da lunedì 7 maggio. Dalle 9 di mattino alle 19.00 il cittadino potrà chiedere informazioni, iscriversi, prendere in prestito o consultare

La
Biblioteca di Busto Arsizio è ad oggi la biblioteca più grande e meglio fornita della provincia e si pone in maniera naturale come
punto di riferimento per tutto il territorio provinciale. La struttura registraun aumento costante dei servizi erogati (alla fine del 2011 oltre 117.000 tra prestiti e interprestiti) e un’apertura complessiva al pubblico di 47 ore settimanali.
Da lunedì 7 maggio essa amplierà ancora di più i propri servizi, con l’apertura del piano terra anche in pausa pranzo dalle 12.30 alle 14.30.
Questo vuol dire che dalle 9 di mattino alle 19.00 il cittadino potrà, senza interruzioni, chiedere informazioni, iscriversi alla biblioteca, prendere in prestito o consultare un libro dal magazzino, leggere un giornale o il settimanale preferito, scegliere un CD musicale o un DVD da portarsi a casa, ritirare un libro prenotato con l’interprestito, utilizzare le due postazioni internet oppure il collegamento wireless.
Le sale di studio rimarranno naturalmente aperte e questo permetterà agli studenti di utilizzarle, di modulare diversamente i tempi dello studio, senza essere costretti magari a fastidiose interruzioni.
Da tempo in realtà erano
giunte sollecitazioni all’amministrazione e alla biblioteca per introdurre l’orario continuato: lo sottolineavano gli utenti nel questionario di customer satisfaction distribuito a fine 2010, l’hanno più volte chiesto gli studenti la cui voce è stata raccolta anche in una mozione presentata in Consiglio Comunale.
Ora questo importante obiettivo sembra raggiunto, da una parte grazie alla possibilità di poter usufruire di due volontari del servizio civile assegnati alla biblioteca per integrare il personale, dall’altra grazie alla disponibilità degli stessi operatori della biblioteca che hanno accettato delle modifiche al proprio orario.
Una buona notizia in tempi di crisi,
un ampliamento della possibilità di poter godere della cultura che, non è difficile sperimentarlo, è sempre anche una fonte di consolazione.