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Voice Center, la precarietà che fa sorridere

Undici personaggi bizzarri e storie strampalate nel mega call center della città. È l’esordio di Zelda Zeta, pseudonimo delle milanesi Pepa Cerutti e Chiara Mazzotta e del bustocco Antonio Spinaci

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Potrebbero vendervi l’improbabile Microturby, l’elettrodomestico multifunzione in grado di soddisfare le casalinghe più frustrate (in tutti i sensi). Ma anche l’abbonamento a Gioiabella o un contratto con la Firetel. Sono i giovani e non del Voice Center, "il call center della città". Disposti su cinque piani di vetro fumé, intrappolati nelle loro postazioni, portano le cuffie come se fosse un’aureola di santità, un alone fosforescente che suggerisce una parola: precarietà.

La faccia antipatica strozzata da un nodo di cravatta impeccabile nasconde un’esistenza fragile, quella di Andrea/Dream-men alle prese con una malattia che lo scollega a tratti dalla realtà; poi c’è Gilda che sceglie di lavorare al call center per risolvere il suo problema con l’obesità e si ritrova a vendere le migliori conserve di Roccafloscia. In tutto sono undici i personaggi bizzarri che popolano il Voice Center. In comune hanno uno spazio fisico, un telefono, un monitor e le frustrazioni di esistenze incerte negli affetti e ancora di più nel lavoro. Il libro racchiude nella cornice del luogo simbolo della precarietà, racconti dalle trame solide, dalle storie esilaranti ma anche tragiche, a tratti paradossali, sempre e comunque specchio di un’umanità varia.

Da poche settimane nelle librerie, "Voice Center" è l’esordio letterario di Zelda Zeta, pseudonimo che "nasconde" addirittura tre autori: le milanesi Pepa Cerutti e Chiara Mazzotta e il bustocco Antonio Spinaci. Sebbene si tratti di un lavoro a sei mani, il libro non risulta per nulla frammentario. A fornire l’amalgama di queste storie non è solo la cornice, ma sono soprattutto gli efficaci richiami fra un racconto e l’altro, e una scrittura precisa, senza sbavature, neppure dove la materia impenna sul tragico o sul comico che convivono in dosi ben miscelate.

Generazione sfortunata, quella del Voice Center! Ma divertente, che sa far ridere di sé, tenendo incollati a una lettura davvero piacevole.

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Zelda Zeta
"Voice Center"
Cairo Publishing
pag. 219
€ 14,00

20/02/2007
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