L’allarme è scattato alle 4 di mattina di ieri, martedì 23 febbraio: ignoti hanno aperto i collettori di tre cisterne del deposito della ex raffineria Lombarda Petroli di via Raffaello Sanzio a
Villasanta, vicino a Monza.
In un attimo
10 milioni di litri di gasolio e olio combustibile si sono riversati nell’area circostante andando a finire anche nel fiume Lambro. I tecnici sono riusciti solo a fine mattinata a fermare la fuoriuscita di petrolio, ma l’emergenza ambientale è in corso, la Brianza non aveva mai vissuto un episodio ambientale così grave.
Il depuratore di Monza, dove si erano riversati gli idrocarburi, è fuoriuso e lo rimarrà per settimane, a breve verrà chiesto lo stato di calamità naturale.
Centinaia di animali, tra anatre, pesci e altro sono già deceduti, nonostante i volontari si stiano facendo in quattro per salvarli.
I vigili del fuoco e gli uomini della protezione civile, della guardia forestale e dei carabinieri e polizia si stanno adoperando a centinaia per cercare di contenere il veleno che corre nel fiume, con spugne e polveri assorbenti. La Protezione civile ha lavorato per impedire che il petrolio fuoriuscito nel fiume Lambro finisse nel Po allestendo uno sbarramento a San Zenone, in provincia di Lodi.
Ma l'enorme macchia nera è passata
arrivando fino al grande fiume padano.
Parallelamente corre anche l'indagine degli inquirenti che stanno cercando di capire il perchè dell'episodio, che è comunque da ritenersi originato da un atto doloso.
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