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Mostre - In occasione dei Mondiali, il 6 settembre sarà inaugurata una interessante mostra a Villa Baragiola, organizzata in collaborazione con il Museo della Scienza di Milano
Bicicletta: una straordinaria storia in mostra

In occasione dei Campionati Mondiali di Ciclismo il Comune di Varese ha organizzato la mostra “STRAordinariCICLI – Dall’invenzione di Drais alle biciclette dei campioni” in collaborazione con il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano, curata da Serena Contini e Marco Iezzi. La mostra, in grado di illustrare i quasi 200 anni di storia della bicicletta, conduce il visitatore dall’emozione dei primi velocipedi al gruppo dei grandi campioni, fino alle più recenti innovazioni tecnologiche delle biciclette da corsa.

“I mondiali di ciclismo – spiega il sindaco Attilio Fontana - sono per Varese un’occasione “straordinaria”. Per fare promozione del territorio, per far conoscere le nostre bellezze artistiche, per far apprezzare la nostra cultura e la nostra tradizione. Una tradizione fatta anche di ciclismo e di fatica, di campioni e di tecnologia. La mostra “STRAordinariCICLI”, ripercorre la storia e i fasti della bicicletta, dall’invenzione di Drais ai mezzi all’avanguardia utilizzati dagli atleti moderni e contemporanei. Un ringraziamento particolare va agli sponsor e al loro prezioso contributo, e agli altri enti e soggetti coinvolti”.

La sala espositiva di Villa Baragiola è stata scelta per la sua architettura, ideale per accogliere gli esemplari, alcuni particolarmente “impegnativi” nelle dimensioni.
L’allestimento, curato da Debora Ferrari (Fabbrica Arte) e Rossella Letizia Mombelli, prevede un percorso unico, che ripercorre la storia della bicicletta. I visitatori vengono accompagnati da un nastro di latta su cui sono poste le biciclette, dalla più antica, la Draisina (all’ingresso dell’esposizione) ai modelli utilizzati da campioni dei giorni nostri, come Saronni, Cipollini e Bugno.

“Ogni bicicletta in mostra – spiegano i curatori – è stata scelta e analizzata per le sue caratteristiche tecniche, evidenziando le innovazioni tecnologiche e confrontando le singole peculiarità. Questo tipo di approccio è stato mantenuto anche nel caso si tratti di biciclette appartenute a gloriosi ciclisti: si è preferito non distogliere lo sguardo dai mezzi in gara. Oltre ai musei sono state coinvolte anche due aziende leader nel settore ciclistico quali la Colnago e la Shimano, celebri per la loro avanzata sperimentazione tecnologica, che hanno permesso la presenza di biciclette di ultima generazione. Un gruppo di biciclette, appartenute ai più grandi campioni, è stato collocato per creare una fuga impossibile ed è capitanato dalla bicicletta della campionessa lettone Edita Pucinskaite. Un modo per rendere un tributo anche al ciclismo femminile, per non dimenticare le ancora presenti difficoltà che caratterizzano il mondo dello sport al femminile nell’essere degnamente e parimenti considerato. Ed in tale chiave di lettura deve essere letta la presenza dell’assessorato alle Pari opportunità in questa mostra”

Accanto ad alcuni esemplari di proprietà del museo milanese, si troveranno biciclette provenienti dal Museo del Campionissimi di Novi Ligure, dal Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo, dal Museo Alfredo Binda di Cittiglio.

La Draisina (1820) è l’antenata della bicicletta, un veicolo di legno a due ruote senza pedali. Il velocipedista vi sta a cavalcioni e la fa avanzare spingendosi un po’ con un piede un po’ con l’altro. Il nomignolo inglese è dovuto al fatto che questo passatempo alla moda non è alla portata di tutti. C’è poi il Biciclo di Lallement (1863): le Draisine si trasformano in MIchaudine, preludio al biciclo del 1863. L’evoluzione del biciclo porta ad una ricerca di velocità sempre maggiore. Si ricorre all’aumento del diametro della ruota motrice, ma con ciò nascono i problemi per arrivare in sella e ai pedali stando a cavalcioni. Il biciclo da corsa Renard (1877) ha un rinvio ai pedali per permettere l’utilizzo dell’altissima ruota. In esposizione, poi, la Kangaroo del 1880 con la prima moltiplica, il biciclo con freno a manubrio (1880), tra comfort e raffinatezza, con la sella in cuoio, il monociclo del 1882.

In esposizione ancora tre biciclette progettate a distanza di 40 anni l’una dall’altra: il biciclo da corsa del 1874, con le prime ruote a raggi tangenti, la bicicletta da corsa Bianchi del 1907 (in sella a questa bicicletta il francese Petit-Breton vince la prima edizione storica della Milano-Sanremo) e la bicicletta da corsa Bianchi del 1950, la bici del Campionissimo, Fausto Coppi: forniture, colori ed accessori di questo pezzo diverranno tipici della stragrande maggioranza delle bici da corsa degli anni Cinquanta, anche di quelle che non porteranno il marchio Bianchi. Ecco poi, nel percorso ideale della storia della bicicletta, il “Gruppo impossibile”: il periodo epico del ciclismo ha inizio con le grandi gare a tappe dove si instaura un rapporto ipnotico tra l’atleta ed il pubblico che attende a bordo strada il passaggio dei suoi eroi. Nel 1927 nasce il Campionato del Mondo di Ciclismo per consacrare il più grande campione fra i campioni. In mostra la bicicletta da corsa Legnano del 1927: è la bicicletta con cui Alfredo Binda, il “trombettiere di Cittiglio”, ha vinto la prima edizione del Campionato del Mondo su strada per professionisti svoltosi nel 1927 in Germania. E poi la bicicletta di Eddy Merckx, il “cannibale”, con cui ha vinto il campionato del mondo del 1974, la bicicletta da corsa Colnago di Giuseppe Saronni, vincitore del campionato del mondo del 1974, la bicicletta da corsa F. Moser con cui Gianni Bugno vinse il campionato a Stoccarda nel 1991. Ancora: Mario Cipollini vinse i mondiali nel 2002 con la bicicletta da corsa Specialized, l’ultima generazione di biciclette in alluminio prima dell’avvento della fibra di carbonio. Infine, la bicicletta da corsa Guerciotti del 2006, realizzata in occasione del trionfo di Edita Pucinskaite al Giro d’Italia, unica donna al mondo ad aver indossato la maglia gialla al Tour de France dalla prima all’ultima tappa e l’unica atleta in attività ad aver vinto il Tour de France, il Campionato del Mondo e il Giro d’Italia.

Nell’allestimento saranno accostati alcuni elementi iconografici che contestualizzeranno la bicicletta con fotografie storiche, filmati, musiche e pannelli sagomati che celebrano le figure di Luigi Ganna e Alfredo Binda, due massimi campioni legati al nostro territorio.


Le tavole rotonde
La mostra è completata da due incontri legati al ciclismo. Il primo sarà sabato 20 settembre, a Villa Baragiola: giornalisti ed esperti ripercorreranno le gesta di Ganna e Binda e approfondiranno il rapporto tra il nostro territorio e la tradizione del ciclismo. Il secondo, organizzato presso lo Spazio Coop sarà dedicato al ciclismo femminile.

Orari

Lunedì: chiuso
Mar - Mer - Ven - Sab - Dom: 10.00 - 12.30 / 15.00 - 19.00
Giovedì: 15.00 - 22.00
Orari straordinari Mondiali di Ciclismo (22-28 settembre)
Tutti i giorni (compreso lunedì): 10.00 - 12.30 / 16.30 - 23.00

L’amministrazione comunale ringrazia:

Per i prestiti
Museo dei Campionissimi, Novi Ligure
Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo, Magreglio
Museo Alfredo Binda, Cittiglio
Colnago Ernesto e C.srl
M.I.C. spa Shimano

Fornitori:
Gieffe Color, Varese
Imerio Manuelli, Malnate


Galleria fotografica: STRAordinariCICLI-Dall’invenzione di Drais alle biciclette dei campioni

Lunedi 1 Settembre 2008

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