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Varese

Gli artigiani: "Prima o poi faremo i conti con il futuro presidente"

Nella sede dell' Associazione artigiani un incontro con i candidati alla provincia Dario Galli e Mario Aspesi. "Aboliamo l'ici sulla prima casa"
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Gli artigiani della provincia di Varese hanno le idee chiare su quello che vogliono dalla Provincia e dai suoi futuri amministratori. La scritta alle spalle dei relatori lascia pochi dubbi: «Al futuro presidente, prima o poi tiriamo le somme». Ma prima di fare i conti della serva, gli artigiani hanno voluto mettere sul chi va là Dario Galli, candidato della Pdl, Udc e Lega nord, e Mario Aspesi, sostenuto dal Pd e Italia dei Valori. A fare da moderatore il presidente dell'Associazione artigiani, Giorgio Merletti, che con i due contendenti ha in comune l'esperienza di sindaco: Dario Galli è stato primo cittadino di Tradate, Aspesi lo è ancora di Cardano al Campo, così come Merletti è sindaco di Arsago Seprio.

La mancanza di cattiveria, che fino ad oggi ha contraddistinto la competizione elettorale tra i due aspiranti alla poltrona di Villa Recalcati, non ha condizionato le domande dei singoli responsabili di zona. Renato Scapolan, vicepresidente dell'Associazione artigiani, ha introdotto due temi cruciali: la trasformazione della provincia in Agenzia regionale e il principio di sussidiarietà. Acqua, rifiuti, termovalorizzatore e Ato gli argomenti su cui Fermo Borroni, responsabile del territorio di Saronno, ha cercato conferme dai due candidati; per un uomo del sud ( di Busto Arsizio, s'intende) come Giacomo Ciriacono il tema delle infrastrutture, ferrovie e metropolitana leggera, non sono solo sogni legittimi; per il gallaratese Davide Galli, formazione e istruzione sono le leve per le future generazioni, sia di lavoratori che di artigiani; mentre per  Ludovico Malnati di Varese sarà strategico il tavolo di concertazione, purché capace di connettere i diversi attori sociali. Tema caldissimo quello messo "nell'urna elettorale" da Lorenzo Mezzalira, presidente di Artigianfidi: cariche e nomine degli amministratori nelle istituzioni e nelle fondazioni bancarie. Infine, Gianni Robustelli, ceramista di fama e rappresentante del Luinese, ha denunciato la "minaccia" delle sirena elvetica per i lavoratori della Sponda magra.

Nel rispondere alle domande, come in tutti i loro incontri precendenti, Galli e Aspesi hanno usato il fioretto. Qualche stoccata c' è stata, ma mai è stato affondato il colpo definitivo. E certamente non per paura o per mancanza di volontà, bensì per educazione, reciproca legittimazione e  soprattutto condivisione di alcune soluzioni per problemi che non hanno colore politico. Unica eccezione, il riferimento al modello elvetico richiamato, soprattutto in tema di federalismo fiscale, dal candidato della Lega Nord. Modello che Aspesi contesta sia per un fatto di organizzazione amministrativa e politica che di numeri.
«Visto che non volete scontrarvi ci penso io con una domanda. Cosa intendete fare con l'Ici (imposta comunale sugli immobili ndr) sulla prima casa?» ha detto Merletti.
«È una tassa inutile e ingiusta che tra l'altro incide poco perché il gettito fiscale è modestissimo» ha risposto Dario Galli .
«Concordo. Einaudi che era un liberale diceva che tassare la prima casa è come mettere una tassa sul cappotto che si indossa. Nel mio comune già non c'è» ha replicato Aspesi. 

9/04/2008
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