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Mal di stomaco

patologia
Definizione

Il mal di stomaco è uno dei disturbi dolorosi più frequenti, compare spesso dopo un pranzo e può essere dovuto a un'alterazione della mucosa o dei "movimenti" della prima porzione del tubo digerente.

Descrizione

Spesso, soprattutto nelle persone altrimenti sane, un leggero dolore di stomaco può essere solo il segnale di una cattiva digestione e risulta legato allo stress o all'eccessiva alimentazione. É tipico, per esempio, il caso di chi, magari oberato dal lavoro, mangia di corsa un panino al bar e poi, immediatamente dopo il pasto, accusa qualche leggero crampo nella parte alta dell'addome.

Quando però il mal di stomaco, sia esso vero dolore o piuttosto un bruciore, non tende ad allontanarsi oppure quando si ripresenta costantemente in alcuni periodi dell'anno (primavera e autunno), il disturbo non va sottovalutato.

Anche se innescato dallo stress o dalla cattiva digestione, infatti, il mal di stomaco col tempo può non essere riferibile solamente a un malessere passeggero, ma diventare il sintomo di un'ulcera, di una seria gastrite o magari di un forte disturbo della motilità gastrica.

Cause

Il mal di stomaco può essere causato da diversi fattori, per esempio:

  • Un dolore diffuso al di sopra dell’ombelico, soprattutto se occasionale e/o che si manifesta durante il pasto, il più delle volte non è espressione di malattie importanti ma di incongruenze alimentari quantitative o qualitative (per esempio un’abbuffata di castagne innaffiata da un vino novello dolce). Si accompagna spesso a gonfiore e non di rado a eruttazione abbondante, nausea e vomito. Alla base c’è al massimo una gastrite (infiammazione dello stomaco) o uno spasmo del piloro che comporta uno svuotamento gastrico ritardato e quindi una dolorosa distensione dello stomaco.
  • Una fitta dolorosa (dolore trafittivo) piuttosto localizzata, non occasionale, ma quotidiana per qualche settimana, talora stagionale (primavera, autunno) e che affiora a una mezz’oretta dal pasto, a prescindere da cosa si è mangiato, suggerisce la possibilità di un’ulcera gastrica, mentre quello tardivo, qualche ora dopo il pasto, anche notturno, soprattutto se recede dopo l’assunzione di cibo, può far sospettare un’ulcera duodenale.
  • Per il dolore crampiforme (“come una morsa che stringe e molla ripetutamente”, così viene spesso percepito e descritto), che si irradia al bordo costale destro e che come una cintura raggiunge al dorso la zona che sta sotto alla scapola destra, l’ipotesi più attendibile è quella di una calcolosi della colecisti (o colelitiasi) con migrazione di uno o più piccoli calcoli nel dotto coledoco (altrimenti la calcolosi può essere del tutto muta). Un dolore di questo tipo viene chiamato colica biliare. All’esordio, tuttavia, la colica biliare può manifestarsi solo come dolore epigastrico, quindi centrale e non irradiato, ciò che può ritardare la diagnosi. Il dolore biliare, oltre che a crampi, è molto più intenso del dolore da ulcera o da cattiva digestione, è di maggiore durata e tende a ripetersi, anche se con periodicità molto variabile. Tuttavia, in una minoranza dei casi, dopo una prima colica il soggetto rimane asintomatico (il calcolo può essere stato eliminato nel corso della colica iniziale, ma può anche essere rimasto nella colecisti e non dare più coliche perché nel frattempo la sua dimensione è aumentata così da non poter essere sospinto nel coledoco).
  • Il dolore a sbarra trasversale con frequente irradiazione alla zona sottocostale sinistra e alla schiena, peggiorato dall’assunzione di cibo e perdurante per ore o giorni anche a digiuno, fa ipotizzare una pancreatite, cioè un’infiammazione del pancreas. La stretta connessione anatomica tra il dotto che fa defluire la bile (coledoco) e quello che fa defluire il succo pancreatico (dotto di Wirsung) spiega perché il dolore da pancreatite possa avere caratteristiche miste e ricordare la colica biliare e viceversa.

Diagnosi

Per far luce sulle reali cause del fastidio si può ricorrere prima ad un accertamento radiografico e poi eventualmente a un esame endoscopico, che prevede l'immissione attraverso la bocca di un "tubicino esploratore" che a sua volta permette di osservare lo stato di salute della parete dell'esofago, dello stomaco e del duodeno.

Cure

Sotto il profilo terapeutico, visto che spesso il sintomo non è legato a vere e proprie lesioni, si possono utilizzare quei prodotti, disponibili in sciroppi, compresse o granulati, che riducono l'acidità gastrica, e quindi bloccano una delle principali cause del dolore, oppure i farmaci che aiutano la digestione.

Alimentazione

Scegliere con cura gli alimenti, evitare i condimenti troppo elaborati e ricchi in grassi, rispettare l'orario dei pasti ed evitate colpi di freddo. Sono questi i tre comandamenti per evitare il mal di stomaco. Ma non bisogna dimenticare un'altra regola: tentare, per quanto possibile, di ridurre lo stress. Va ricordato, infine, che anche il fumo di sigaretta ha un effetto nocivo sulla mucosa gastrica.

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