La neuropatia è un malfunzionamento delle fibre nervose, il cui compito è quello di trasmettere informazioni, sotto forma di impulsi elettrici, tra il cervello e tutti gli organi e tessuti del corpo.
Le fibre nervose si suddividono in:
Tutte le fibre nervose sono singolarmente ricoperte da una guaina isolante e, riunendosi in fasci, formano i nervi.
In sostanza, i nervi possono essere paragonati a veri e propri cavi elettrici contenenti innumerevoli fili rappresentati appunto dalle fibre nervose.
Tutti sanno che in un cavo elettrico può capitare un'interruzione del passaggio di elettricità, dovuta per esempio all'alterazione dei fili che lo compongono. La stessa cosa accade nei nostri nervi quando nelle fibre nervose, in conseguenza per esempio di un diabete mal controllato, si verificano delle modificazioni della loro struttura. In sostanza, possono comparire delle alterazioni che riguardano sia la parte conduttrice delle fibre che la loro guaina isolante.
Tutto questo definisce "la neuropatia diabetica", una complicanza tardiva del diabete, che il mantenimento di un buon livello glicemico può prevenire ed anche far regredire specie nelle fasi iniziali.
Le cause delle neuropatie possono essere suddivise in due grandi gruppi: quelle di carattere ereditario (provocate da anomalie genetiche) e quelle acquisite (provocate da patologie o traumi); nel caso in cui le cause non siano note si parla di neuropatie idiopatiche.
Le principali cause di neuropatia acquisita sono diabete, consumo di alcol, contatto con sostanze tossiche (piombo, arsenico, mercurio, solventi, insetticidi), carenze alimentari, malattie autoimmuni, tumori, amiloidosi, infezioni da virus o batteri, terapie farmacologiche, traumi o compressioni.
La neuropatia diabetica può coinvolgere i tre diversi tipi di fibre nervose, sensitive, motorie, autonome, sia singolarmente che, più frequentemente, nel loro insieme.
È difficile riconoscere la neuropatia diabetica in quanto i sintomi che provoca sono paragonabili più a delle sensazioni che a veri e propri disturbi e poichè tali sintomi non causano eccessivo fastidio, facilmente sono trascurati o sottovalutati.
In caso di neuropatia sensitiva si possono avvertire crampi, formicolii, dolori alle gambe e può essere naturale attribuire queste sensazioni, ad esempio, alla stanchezza fisica, poiché spesso sono transitori cioè vanno e vengono. Quando poi questo tipo di neuropatia provoca la perdita di sensibilità al dolore le cose diventano ancora più difficili: a nessuno infatti verrà in mente di riferire qualcosa che, in pratica, "non si sente".
La stessa condizione di mancata percezione si verifica anche per alcuni sintomi della neuropatia autonomica: per esempio non sudare più ai piedi può essere un sollievo, così come il minor bisogno di urinare non dà fastidio.
La sintomatologia varia secondo il tipo di nervo/i interessati, cioè se ad essere colpiti siano nervi a conduzione sensitiva o prevalentemente sensitiva, motoria o prevalentemente motoria o mista. Di conseguenza potranno predominare disturbi sensitivi, motori o misti. Ricordiamo inoltre, che la maggior parte delle neuropatie sono di tipo misto, cioè sensitivo-motorie.
Riconoscere precocemente la neuropatia è molto importante, innanzitutto perchè qualsiasi intervento di cura avrà maggior successo se l'alterazione dei nervi è ancora nella fase iniziale, e poi perchè, in questa fase, è più facile prevenire, con opportuni comportamenti le sue conseguenze.
La diagnosi di neuropatia periferica, si basa su una attenta valutazione anamnestica familiare, sulla ricerca di eventuali malattie pregresse o concomitanti (alcolismo, diabete, malattie reumatiche, infiammatorie, infettive); si valutano fattori causali traumatici, occupazionali, esiti di interventi chirurgici, fattori carenziali (Vit B12, B1, B6), fattori tossici, ischemici, paraneoplastici.
Alla diagnosi si perviene con l'elettromiografia (EMG), lo studio della velocità di conduzione delle fibre nervose, la biopsia, la puntura lombare, analisi specifiche di sangue e urine.
Generalmente il trattamento prevede la più rapida sospensione dell'intossicazione e la correzione dei disturbi nutritivi. La fisioterapia motoria contribuisce a diminuire i danni permanenti ovviando a disturbi trofici ed alla tendenza di retrazioni muscolari, inoltre aiuta a migliorare la qualità della vita nello svolgere le attività quotidiane, limitate dalla patologia.
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