Non c'è nulla di nuovo per il preside della facoltà di medicina dell'Insubria Paolo Cherubino nelle parole del direttore generale dell'ospedale Pampari. Piuttosto la meraviglia è per chi, oggi, si dice stupito della situazione: «Sin dall'inizio abbiamo detto che quell'ospedale non sarebbe stato "l'ospedale", ma unicamente un padiglione. Quello che stupisce è che fino ad oggi sia i direttori generali sia la Regione abbiano concentrato l'attenzione sulla data dell'inaugurazione, senza pensare a cosa si stava realizzando».
La rivisitazione dei posti letto per motivi "logistici" lascia perplessi i non addetti ai lavori, ma per quanti in reparto vivono e lavorano era indispensabile considerare l'organizzazione degli spazi. Dettaglio che solo il dg Carlo Pampari sembra aver preso a cuore: « A nome dei colleghi universitari - prosegue il preside di medicina - posso affermare che ci sarà la massima disponibilità a tentare di "rabberciare" il progetto. Chi ha progettato i piani non ha mai visto all'opera un medico, la sua attività di assistenza in reparto, la sua presenza costante vicino ai pazienti».
E così, dopo quattro anni di lavoro, a meno di cinque mesi dall'inaugurazione si apre il tavolo per definire gli spazi. I primi a farne le spese, come sappiamo, sono i posti letto. Basterà?