«L’idea è molto bella e di sicuro effetto, ma non è un vero “shock”». Parole di Oliviero Toscani, primo fruitore dello “shock” come messaggio pubblicitario, in merito all’installazione voluta dal Comune di Tradate per sensibilizzare i cittadini ad aumentare l’impegno per una maggiore raccolta differenziata. L’opera che sta rimbalzando su tutti i giornali d’Italia e che è stata realizzata dal fotografo Moreno Di Trapani, consiste nell’aver riempito di spazzatura un intero palazzo, facendo uscire i sacchi sulla strada principale della città. Toscani, “padre” della comunicazione moderna, ha molto apprezzato l’idea, ma non risparmia alcune critiche.
Cosa pensa dell’efficacia dell’installazione?
«È tutto molto bello, ma non è reale. È l’arte per la gente per bene. L’idea è sicuramente efficace, l’estetica va benissimo. Diciamo che è mancato il coraggio, il vero significato all’iniziativa».
In che senso?
«Secondo Sartre la mediocrità è quando ci si ferma all’estetica dell’opera e non si va a fondo della condizione umana. Sarebbe stato davvero fantastico realizzare l’opera con dei rifiuti veri, di tutti i tipi, non solo quelli che non puzzano. Qui sarebbe stata raggiunta anche la perfezione artistica, il vero completamento dell’opera, il vero “shock”. Il tutto naturalmente sarebbe stato allestito solo per un paio di giorni, ma sarebbe sicuramente bastato».
L’installazione di Tradate raggiunge il messaggio?
«Anche se si ferma all’estetica sì. È come una bella donna vestita molto bene, ma che non sa parlare. L’opera di Tradate è vestita molto bene. L’arte deve avere coraggio e non giustificarsi. Non essere andati fino in fondo e come giustificarsi. Per questo dico che non è un vero “shock”».
Ma è efficace lo stesso?
«Qui è il concetto che conta. È il concetto è molto bello. Anche se non si è andati fino in fondo, è un’ottima iniziativa, molto ben riuscita».
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4/06/2008 Manuel Sgarellaredazione@varesenews.it
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