Il centrodestra, infatti, composto da Popolo delle libertà, Lega Nord e Udc, ha la maggioranza dei consiglieri comunali e le segreterie cittadine di partito sono fermamente convinte a far cadere il prima possibile Luciano Porro, sindaco di centrosinistra, portando il comune a un sicuro commissariamento di circa un anno, in vista delle elezioni del 2010, in contemporanea con quelle regionali.
Il centrodestra ha tutti i numeri per fare questa operazione,
ma non senza i due consiglieri “dissidenti”: infatti attualmente i consiglieri del centrodestra sono 16, mentre quelli che sostengono Porro sono 15. Quei due consiglieri, o almeno uno di loro,
farebbero la differenza. Infatti, secondo la legge, il sindaco attualmente può essere deposto soltanto con la dimissione,
nello stesso momento, della maggioranza dei consiglieri.
Per il Popolo delle libertà
sono ore di attesa e dai vertici cittadini del partito, per ora,
non vogliono commentare la situazione. Intanto
la Lega ha lanciato l’ultimatum: il resto del centrodestra deve decidersi entro venerdì.
Chi non rimane in silenzio è invece il primo cittadino, Luciano Porro: «Quanto sta accadendo è l’ennesima dimostrazione che i politici di Saronno obbediscono, e vengono manovrati, da livelli superiori, provinciali e regionali. Anche quelli che sono mossi da propositi più di collaborazione, come ho potuto constatare in questi giorni, in realtà si sentono legati, non liberi. Obbediscono alla disciplina di partito. Per quanto riguarda noi del centrosinistra quello che abbiamo fatto in campagna elettorale, è stato un esempio di come intendo governare la città. Se dovessi cadere, cadrò in piedi e a testa alta: posso rispondere solo alla mia coscienza. Abbiamo dimostrato che si può vincere con le armi del buon senso, ognuno poi deciderà di conseguenza. Ci siamo confrontati con i cittadini con un certo stile, comunque vada posso considerarmi davvero sereno. Quello che ho fatto l’ho fatto in fin di bene».