Più di 100mila biglietti, 11 discipline sportive, una squadra italiana composta da ben 117 atleti e la voglia di conquistare almeno 10 ori. Per questo il clima delle Universiadi invernali di Torino è particolarmente "rovente", specialmente oggi, giorno in cui si inaugurano i giochi.
La cerimonia di apertura, al Palaolimpico Isozaki, inizierà alle 20, con il ritorno di Arturo Bracchetti e i Negrita, oltra al testimonial Gigi Buffon. Poi domani si darà subito il via alle prime gare, che inizieranno con il programma corto dell'individuale maschile di pattinaggio artistico al Palavela, per proseguire alle 13:30 con il programma obbligatorio di danza.
Queste Universiadi saranno sicuramente importanti. In primo luogo per Torino, che si riconferma ancora una città olimpica all'altezza delle grandi occasioni, dopo i grandi risultati delle Olimpiadi invernali. E poi per la manifestazione in sè, che arriva alla sua 23a edizione invernale. La quarta edizione che si svolge a Torino, in 48 anni. Già quattro edizioni, ma la cosa non meraviglia se pensiamo che proprio qui è nata questa edizione, nel 1959, grazie ad una felice intuizione di Primo Nebiolo, torinese anch'egli e storico dirigente dell'atletica leggera e dello sport italiano e internazionale.
Un evento di carattere mondiale, ovviamente, che però per l'Italia ha un significato particolare, visto che l'ambito educativo sembra spesso conciliarsi a fatica con quello sportivo, specialmente nel caso dell'istruzione specializzata come quella universitaria. Ma negli atenei italiani ci sono grandi sportivi, e questa edizione lo conferma in pieno. A parte l'aspettativa creata dal portabandiera Enrico Fabris (due ori olimpici lo scorso inverno) nel pattinaggio di velocità, sono decisamente promettenti anche l'amico Luca Stefani, Camilla Alfieri per lo slalom, Lucia Mazzotti (polivalente dell'Università di Bologna), Giulia Gianesina per il gigante, Francesco Ghedina e Luca Moretti. Per il fondo invece gli occhi saranno puntati sugli azzurri Magda Genuin e Fulvio Scola, che hanno già gareggiato in coppa del mondo. Altri nomi da tenere presenti sono quelli di Stephanie Santer, Corinna Boccacini e Marta Capurso.
Tra i tanti atleti, dobbiamo assolutamente segnalare un rappresentante dell'Insubria: Luca Moretti (nella foto), che frequenta la facoltà di economia nella sede comasca del nostro ateneo. Gareggerà in discesa libera, super gigante, slalom gigante e slalom.
Molti degli eventi più interessanti di questa manifestazione, certamente in tono minore rispetto alle Olimpiadi ma con un'attenzione giustamente crescente, saranno seguiti dalle principali tv mondiali. In particolare Eurosport 2, che trasmetterà 50 ore di cui 30 in diretta, in tutta Europa, in 9 lingue. In competizione con il canale satellitare, che promette l'attezione maggiore, c'è anche la Rai. La rete televisiva ha accusato l'organizzazione di averla posta in secondo piano, ma trasmetterà comunque i momenti di interesse maggiore attraverso l'Eurovisione.
I numeri della manifestazione, nel frattempo, si sono fatti imponenti: budget da 30 milioni con il record di atleti, 2.670, provenienti da 52 Paesi: il 20% in più rispetto a Innsbruck 2005. Oltre a turisti e spettatori, opereranno un migliaio di addetti tra tecnici dirigenti e accompagnatori, 600 giornalisti accreditati e tremila volontari. Un successo che si spera corrisponda anche ad una maturazione dello sport universitario. Che talvolta fa registrare risultati assoluti, come avvenne, per fare un solo esempio, nel 1979. Quell'anno le Universiadi (estive) si tennero a Città del Messico, e il mitico Pietro Mennea realizzò proprio su quella pista il famoso 19"72 sui 200 metri che fu record mondiale per ben 17 anni.
| 17/01/2007 |
|