Sulla strada ci sono regole e rischi. Nel 99 per cento dei casi, dicono alcune statistiche, la causa degli incidenti è l'errore umano. Ci sono imprevisti, è vero, ma ci sono anche comportamenti pericolosi per se stessi e gli altri. Per insegnare ai giovanissimi che cosa fare e non fare quando si guida (qualsiasi mezzo dall'auto alla moto) i soggetti che ogni giorno si occupano di sicurezza stradale entrano nelle scuole per incontrare faccia a faccia gli studenti. Non con semplici lezioni frontali ma con un percorso, che dura ormai da anni, mirato a coinvolgere i ragazzi sul fronte della prevenzione. Il corso, che è giunto alla sua ottava edizione, è rivolto quest'anno agli alunni delle classi quarte e quinte delle scuole superiori statali e non della provincia di Varese.
Il progetto - L'attività è mirata a far conoscere ai ragazzi le norme che regolano il codice della strada con un focus particolare sulle conseguenze dell'assunzione di droghe e alcol quando si è alla guida. «Abbiamo sprigionato le migliori risorse che questo territorio dispone per portare avanti questa iniziativa - ha spiegato Claudio Merletti (nella foto accanto al prefetto Simonetta Vaccari), dirigente dell'ufficio scolastico provinciale -. Spiegare che cosa potrebbe accadere in caso di incidente stradale significa mostrare a un ragazzo cosa significa fare i conti con la vita, il dolore, l'esperienza e purtroppo anche la morte». Oltre agli incontri tradizionali con degli esperti di sicurezza, dai vigli del fuoco agli agenti della polizia stradale, il progetto prevede anche delle simulazioni e la visione di filmati. Il percorso si rivolge anche ai docenti in particolare informandoli sulla rete degli interventi istituzionali a prevenzione delle problematiche legali, di salute e di sicurezza riguardo l'uso e abuso di droghe e alcol.
"Per prevenire bisogna coinvolgere" - «Penso che sia importante che alla formazione dei giovani si unisca la collaborazione da parte dei genitori - ha commentato Alfredo Magliozzi, comandante della Polizia stradale di Varese -. Troppo spesso ci capita di dover discutere con le mamme e i papà dei giovani che commettono delle infrazioni come ad esempio la guida in stato di ebbrezza. Questo è controproducente. Trovo necessario dunque coinvolgere anche gli adulti in questo percorso di formazione. Dobbiamo poi ricordare che non sono solo i giovanissimi a cadere in comportamenti scorretti. La fascia dei 35-40enni è oggi quella che riteniamo più a rischio. E non solo nel week end ma anche in settimana è frequente l'abitudine di eccedere nell'uso di bevende alcoliche, in particolare nell'ora dell'aperitivo».|
19/10/2009 Maria Carla Cebrellimariacarla@varesenews.it
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