
Potrebbe essere l'
uovo di Colombo per le automobili, quello
ideato da un inventore di Saltrio e un meccanico di Cavaria. Oppure, potrebbe essere più modestamente un espediente per risparmiare un po' di benzina nei tratti cittadini con qualche limite per chi vuole il brivido della velocità. Fatto sta che oggi, 4 novembre 2009, l'invenzione “risparmiosa” che ha più attirato la curiosità di appassionati e media in questi tempi è stata messa a confronto con “gli avvocati del diavolo”.
Leonardo Grieco, ristoratore ma soprattutto da sempre inventore residente a Saltrio e i suoi compagni di avventura
Mauro Raccanello, Giuseppe Angilella e Claudio Pettenuzzo che con lui l'hanno brevettata, ha messo a disposizione di chi voleva verificarlo, il prototipo funzionante con la “
New Global Traction” da applicare alle macchine del futuro per far loro risparmiare fino al 70% dei consumi attuali. E a provarla c'erano anche tre studenti del Politecnico di Milano, che dopo aver visto il video della presentazione non hanno creduto all'efficacia dell'invenzione.
- L'idea
Fino ad oggi, la potenza del motore arriva alla ruota attraverso un
semiasse, che la fa girare secondo le “indicazioni” del cambio e dell'accelleratore: e il semiasse è posizionato esattamente al centro della ruota. La
New Global Traction prevede invece che il semiasse faccia girare la ruota
da un punto non centrale: un espediente che, per un complesso di leggi fisiche, renderebbe il peso della macchina sulla ruota infinitamente inferiore e renderebbe pressocchè inutile l'uso dell'acceleratore. La velocità dell'auto, infatti, verrebbe comandata
con il solo pedale della frizione, visto che per aumentarla basterebbe cambiare rapporto. A basse velocità, il prototipo è già stato testato: secondo ciò che dichiarano gli inventori, che del meccanismo possiedono il brevetto internazionale da più di un anno, farebbe addirittura 49 chilometri con un litro.
- I dubbi

“Spostare il semiasse dal centro della ruota verso l'esterno
non sposta la forza, ma la coppia” è il problema posto da Riccardo, Gianfranco e Alessandro, tre laureandi in ingegneria meccanica al Politecnico di Milano che, dopo avere visto l'annuncio al Tg3, hanno chiesto di “vedere con i loro occhi quest'invenzione”, che li lascia piuttosto perplessi. I giovani, che hanno partecipato a “
Formula Student” una competizione universitaria internazionale dove i giovani aspiranti ingegneri
costruiscono e mandano in pista i loro bolidi, hanno passato il pomeriggio con l'inventore, hanno guardato dal basso l'auto, hanno fatto domande e discusso di dinamica. Il risultato? «Il dubbio rimane sulle
alte velocità, che non sono state sperimentate e che qui non possiamo vedere. A basse velocità il risparmio di consumo è possibile
anche con altri metodi. Alle alte non abbiamo visto cosa succede. E ci sembra di capire che non l'abbiano visto nemmeno loro». Però, i quattro aspiranti ingegneri meccanici domandano molto e fanno tesoro dei ragionamenti.
- L'interessamento di Bruxelles
«Abbiamo appena ricevuto una e-mail da Bruxelles che si congratula della nostra invenzione e che annuncia l'intenzione da parte della Ue di occuparsene» annuncia nel corso dell'incontro Raccanello. Che spiega anche come il loro prototipo sia in mano da settimane in una storica casa automobilistica. Sembra impossibile, visto dalla Provincia varesina. Troppo bello per essere vero? Chi vivrà, anzi chi guiderà, vedrà.