La società italiana si è profondamente modificata. La parità tra uomo e donna, l’emancipazione femminile, l’autonomia e l’indipendenza crescente hanno profondamente cambiato le relazioni negli ultimi trent’anni.
In Italia cresce il numero di matrimoni falliti. C’è, però, un campo dove le cose non si sono evolute ed è il campo della "genitorialità": in caso di separazione i figli vengono affidati alla madre nell’95% dei casi, in base ad una prassi consuetudinaria.
Questa mancata evoluzione, però, sta creando un movimento di "padri separati dai figli" molto folto e sempre più cosciente dell’illogicità di questa situazione. A livello nazionale è stata fondata l’Associazione Papà separati che recentemente ha visto anche a Varese costituirsi una delegazione locale.
Lunedì 4 luglio, a Malnate, presso la sede della Miniera di Giove in via Settembrini 4 i soci del comitato si presenteranno ufficialmente: "Siamo una trentina di associati – ci spiega Andrea, segretario del movimento – e rappresentiamo non solo i padri che vedono ridursi la propria funzione di genitore, ma anche i nonni che non hanno più alcun diritto vero i nipoti. A sostenere le nostre posizioni ci sono anche delle donne, consapevoli che i bambini anno bisogno anche della figura maschile".
La legislazione italiana, vecchia di un trentina d’anni in materia, pur riconoscendo sulla carta l’affidamento congiunto, nella stragrande maggioranza dei casi affida i figli alla madre: "Il fatto è che il giudizio è preso senza una verifica vera dell’idoneità. Al padre vengono riconosciuti, nella migliore delle ipotesi, due week end al mese, 15 giorni di vacanza all’anno e, in casi eccezionali, una sera durante la settimana".
Qualche avvisaglia che il movimento d’opinione sta cambiando la prassi in aula si è avuto recentemente con una sentenza del tribunale minorile di Torino che ha sancito l’affidamento congiunto: i genitori, insieme, devono prendersi cura della prole, accantonando le divergenze personali.
L’Associazione dei padri separati si propone, oltre allo scopo culturale, il fine di aiutare le coppie in crisi e di sostenere le difficoltà dei genitori nel momento delicato della separazione: "In Italia abbiamo circa 7 milioni e mezzo di persone separate. I nostri associati sono circa 10.000: tanti, troppi padri hanno ceduto e non hanno più la forza di battersi. Alcuni non sanno che c’è questa possibilità".
Tra gli obiettivi dell’organizzazione c’è anche la sensibilizzazione dei padri "assenti": "Siamo consapevoli – spiega Andrea –che ci sono anche che non si fanno vedere, che si dimenticano di sostenere le spese per i figli. Anche questa situazione va cambiata. In altri paesi la legge sancisce il principio della genitorilità condivisa: l’Italia è indietro almeno dieci anni rispetto agli altri paesi europei".
Per chi vuole approfondire queste tematiche, l’appuntamento è lunedì alle ore 21 a Malnate in via Settembrini 4
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1/07/2005 Alessandra Tonialessandra.toni@varesenews.it
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