C’è Susy che è appena arrivata. Marta che si definisce “nuovissima”. Andy, che ha un fisico “sconvolgente” e ti aspetta per esaudire tutti i desideri. Non ci sono dubbi: la voglia di sesso a pagamento non ha momenti di magra e riguarda tutte le latitudini, e a dimostrazione di questo fenomeno basta sfogliare i quotididiani locali, tra un necrologio e la reclame di un ristorante.
Ma se la domanda non manca, i clienti della provincia di Varese sono oramai abituati ad un’offerta che si basa su due canali prevalenti: la visita in appartamento, o addirittura a domiciliio, con prezzi piuttosto alti a seconda delle variabili che riguardano età, aspetto fisico e abilità delle prostitutte, oppure il più mondano locale, che assicura l’ambiente per passare una serata con amici e al limite un rapporto in camera da letto o addirittura tra i separè. E a dimostrazione di questa abitudine ci sono i risultati delle periodiche operazioni messe in piedi dalla polizia a Varese e in provincia. I quattro locali chiusi nel blitz di venerdì notte sono difatti solo la punta dell’iceberg di un fenomeno oramai consolidato.
L’ambiente dei locali affascina soprattutto molti giovani, allettati da compagnia facile e neppure per un momento spaventati dall’iscrizione che spesso viene chiesta all’ingresso del bar o del club, con carta d’identità alla mano. All’interno le atmosfere soft si alternano a musica soffusa ed è facilissimo venir avvicinati da giovani e splendide ragazze che spesso è difficile vedere più di due volte nello stesso locale. Quello che poi succede dipende dalle voglie e dal portafoglio del cliente, ma anche dalla disponibilità della ragazza: una prestazione consumata anche tra i paraventi di un locale può tranquillamente arrivare a 300 euro e più, tra consumazioni e “marchetta”.
Oltre alle prestazioni “normali”, poi, quello che negli ultimi anni è stato un vero e proprio boom è costittuito dai trans. Gli annunci sui giornali si sprecano e sempre di più sono quelli che, telegraficamente, con la sigla tx o trx avvisano il cliente. E sono molti, sempre di più, i clienti che si affidano alle attenzioni “femminili” di questo genere di prostutuzione.
Il fenomeno della prostituzione per strada, invece, è quasi assente nei centri urbani della provincia per emergere però qua e là tra in zone boschive che assicurano un minimo di privacy. Ci sono prostutite che presidiano, anche di giorno, alcune piazzone nella zona di Somma Lombardo, ma anche a ridosso del confine col Comasco, nella zona di Appiano Gentile. Le tariffe, in questo caso, sono molto più basse e variano di aun minimo di 30-40 euro a un massimo di 80-100. A sfidare il freddo e spesso anche le botte di protettori e clienti sono in questo caso le nigeriane o le ragazze dell’est Europa. In questi casi oltre all’esercizio della prostituzione e al suo sfruttamento, queste realtà si sommano al dramma dell’immigrazione clandestina, che vede i protettori spesso ritirare i documenti delle ragazze, che per riaverli indietro devono riscattarli, naturalmente coi soldi che guadagnano dalle loro prestazioni.
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29/11/2005 Andrea Camuraniandrea@varesenews.it
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