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Libri

Israele ospite d'onore alla Fiera del libro. La polemica approda a Varese

Venerdì 8 febbraio nella Sala polivalente Piramide (piazza de Salvo, 9) sarà presentato il saggio di "Palestina Quale futuro? La fine della soluzione dei due stati"

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L’eco della polemica per la presenza al salone del libro di Torino di Israele arriva anche a Varese. Alle Bustecche di Varese (dopo Torino e Milano) venerdì 8 febbraio alla ore 21 e 15 nella Sala polivalente La Piramide (piazza de Salvo, 9) sarà presentato il saggio di Giorgio S. Frankel, Centro Luigi Einaudi (Torino), "Palestina Quale futuro? La fine della soluzione dei due stati”. Tra gli interventi, oltre a quello di Jamil Hilal, sociologo palestinese, coautore e curatore del libro e Diana Carminati, ci sarà anche Alfredo Tradardi che interverrà  "Contro l'occupazione israeliana della Fiera del Libro di Torino ".
La serata, moderata da Filippo Bianchetti (nella foto in primo piano), è realizzata in collaborazione con il Comitato varesino per la Palestina.

«Tre anni fa – dice Bianchetti -  ho letto "Che tu sia per me il coltello", di David Grossmann,  autore israeliano molto famoso, e mi è piaciuto parecchio.  Narra del tormentoso e sconvolgente amore fra un uomo ed una donna, entrambi gia' sposati, in una Israele dei nostri giorni. Ero già stato in quei posti, e mi colpì che nel libro la realtà da me vista fosse solo un lontano sfondo, irrilevante rispetto alle vicende umane trattate. Grossmann divenne ancor più famoso dopo la morte del figlio, partito soldato per la guerra in Libano nel 2006. Lo vidi poi ospite da Fazio, in "Che tempo che fa": un bel signore dai modi molto gentili e con tanti argomenti, esposti bene. La mia conoscenza diretta di questo autore è tutta qui,  ed in base a questa, come molti altri in Italia dovrei ammirarlo e stimarlo, e considerare con molta attenzione e rispetto tutto cio' che dice o scrive. Però recentemente ho letto l' articolo dal titolo “Come ti uso il letterato" del giornalista israeliano Shiri Lev-Ari che solleva . Io ho potuto constatare di persona la fatica ed i costi che si devono sostenere per riuscire a far venire in Italia per tenere conferenze, o anche solo per far tradurre e pubblicare in italiano i libri di altri eccezionali israeliani, poeti, letterati, linguisti, storici, per il semplice fatto che questi si oppongono radicalmente alla politica del loro stato. Purtroppo non potremo sentirli, perché semplicemente non esistono. Grossmann invece no, perché insieme a quelli come lui potremo ascoltarlo a due passi da casa, ospite a maggio alla Fiera del Libro di Torino, quale rappresentante ufficiale dello Stato di Israele: Stato invitato come ospite d' onore, vista la ricorrenza del 60° anniversario della sua fondazione. "Unica democrazia del Medio Oriente", Israele porta a rappresentarla solo certi autori.  A Torino tutti gli altri, israeliani o palestinesi, non potremo sentirli, perché semplicemente non esistono».

4/02/2008
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