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Varese

Piero Chiara torna a rivivere nel cinema, arriva “Il pretore”

La pellicola, realizzata dalla casa di produzione “Chichinscì”, di Sarah Maestri, sarà pronta per la primavera 2013. “Con questo film arteciperemo a Venezia e Locarno”. Budget previsto: 3 milioni, "farò recitare tantissimi varesini"
piero chiaraLe montagne piene di neve che si tuffano nel Lago Maggiore, l’acciottolato di una volta, vicoli e portoni di Luino, ma anche di Varese e della Valcuvia.
Fotogrammi che potremo presto gustare al Festival di Locarno, di Venezia, e molto più semplicemente sul grande schermo, grazie alla prossima produzione cinematografica che farà rivivere il romanzo di Piero Chiara, “Il Pretore di Cuvio”.
Il film sarà girato totalmente in provincia di Varese ed è stato presentato questa mattina, 6 novembre, a Villa Recalcati, tra l’altro probabile location di alcune scene. La pellicola verrà realizzata dalla Chichinscì srl, casa di produzione di Sarah Maestri che ha voluto cimentarsi nell’impresa cinematografica, dopo i suoi trascorsi come attrice.
Ma non è detto che una parte, anzi, forse “la” parte cinematografica di questo romanzo guascone come tanti scritti di Chiara che parlano di donne, uomini, miserie e virtù di una provincia nemmeno poi così tanto “di una volta”, venga affidata proprio a lei Sarah. “Voce stridula e lentiggini”, come l’ha descritta paternalmente Federico Roncoroni, cui Chiara diede il compito di custodire l’integrità morale dei suoi scritti; l’ha vista per la prima volta oggi, Roncoroni, e l’ha scritturata sul momento: “sarà l’Evelina”.
Siamo negli anni ‘30, cuore del Ventennio nella verde Valcuvia, fra le montagne e il lago, Luino e il microcosmo di paesini che costellano questo lembo di terra prima della Svizzera: e siamo nella storia di Augusto Vanghetta, brutto uomo di legge sarah maestridagli appetiti sessuali indomabili, che sposa proprio Evelina Andreoletti: relegata a ruolo di moglie silente, deve sopportarsi le immersioni extraconiugali del marito nel letto delle amanti. Ma qualcosa succederà, quando nel ménage famigliare arriverà una nuova figura maschile. Storia di sesso - mai descritto ma solo “accompagnando i lettori sulla soglia della camera da letto”, come diceva lo stesso Chiara - di piccole e grandi vite, e di provincia, che verrà ad essere il fulcro del racconto.
«Vivo da anni a Roma,  ma quando posso ritorno nella mia Luino, nella terra che ha dato i natali, cento anni fa, a Piero Chiara. Per questo ho scelto di realizzare qui questo film - ha raccontato Sarah Maestri per nulla emozionata nella veste di produttrice - . Non a caso la casa di produzione si chiama “Chichinscì” che vuol dire in dialetto ‘qui da queste parti’. Un percorso che, ad essere sinceri, non mi fa dormire di notte, e più di una volta mi ha fatto pensare ‘chi me l’ha fatto fare!?’. Ma sono certa che ce la faremo».
I tempi sono stretti: ispezione location in corso, sopralluoghi tra Luino e Varese, trasformazione di palazzo Verbania, in riva al lago, in quartier generale logistico, camerini, trucco e parrucco compresi. Poi ancora il casting in corso («grandi nomi del cinema italiano»), il reperimento delle comparse - «che stiamo cercando sul territorio» - riprese, lavorazione e montaggio per essere pronti al massimo a maggio del 2013, giusto per le kermesse cinematografiche.
Costi? «Il nostro budget si aggira sui tre milioni di euro - spiega Sarah Maestri - . Solo per la costituzione della società ci sono voluti 40 mila euro, frutto dei miei risparmi. Poi l’acquisto dei diritti, altri 70 mila alla Mondadori. E ancora le spese di produzione e di ingaggio per gli attori. Certo spero che la previsione di spesa risulterà inferiore, me lo auguro di cuore. Ma da subito voglio dire che ho creduto e credo nel valore di questo progetto per la mia terra. Daremo da lavorare a molte persone, creeremo un indotto e attireremo interessi. Per questo chiedo davvero l’aiuto di tutti: dal prestinaio che ci regalerà i croissants, all’albergatore che ci fornirà di stanze. Al mondo dell’economia. Il prossimo 16 novembre incontrerò imprenditori e industriali in Camera di Commercio per illustrare il progetto e reperire risorse. Sul fronte delle istituzioni voglio ringraziare Provincia di Varese e Comune di Varese, che aiuteranno nell’impresa, e Fondazione Cariplo, che ha messo a disposizione un bando».
In sala erano presenti i rappresentanti di Luino, Varese e Cuvio e della Provincia, oltre che a diversi esponenti del mondo culturale, non ultima Bambi Lazzati, che ha fatto da trait d’union fra la Maestri e Roncoroni, quindi la produzione e la disponibilità dei diritti.
ugo tognazziSul casting per ora bocche cucite. Chi sarà l’interprete? Certo, a vedere gli spezzoni che hanno introdotto le principali trasposizioni cinematografiche dei romanzi chiariani, c’è da gustarsi l’attesa. Chi prenderà il testimone di interpreti del calibro di Ornella Muti, poche parole, ma sguardi da innamorarsi nelle vesti della splendida Matilde de “La stanza del Vescovo”? Ma sopratutto chi ricalcherà le gesta  impareggiabili di un Ugo Tognazzi (“Venga a prendere il caffè da noi”, tratto da “La spartizione”) e di un Jhonny Dorelli (Il cappotto di astrakan).
Per non parlare di nomi scelti per altri personaggi, come la monumentale Coluzzi o l'acqua cheta Vukotic, perfette “sorelle Tettamanzi”, nel capolavoro di Alberto Lattuada. Una scelta di grande responsabilità se l'intenzione è di ripercorrere la strada incominciata negli anni '70 con queste pellicole.
«No, non dico nulla su chi saranno gli interpreti - chiosa stridendo Sarah Maestri. Gli sceneggiatori sono Dino e Filippo Gentili, il regista sarà Toni Trupia».
6/11/2012
Andrea Camurani - twitter @AndreaCamuraniandrea.camurani@varesenews.it
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